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Nichi Vendola ad Annozero: "E' Berlusconi contro Montesquieu"

Da Santoro, Vendola passa dal Mediterraneo a Berlusconi, da Montesquieu a Zagrebelsky, dalla costruzione "mediatica" del popolo alla sua induzione "a compiere un delitto, cioè il seppellimento della legge". Il leader di SEL ha più che un progetto politico in mente, ha una weltanschauung.

Chi si aspettava una puntata shock di Annozero, magari con foto e video del "bunga bunga" ad Arcore, è sicuramente rimasto deluso insieme a quelli che pensavano ad un Santoro aggressivo contro il PDL e la crisi politica che Berlusconi chiama ormai "golpe bianco".
La puntata di Annozero chiamata "Via con te?" era incentrata sui modi di "uscire dal pantano" di un'Italia finita in mezzo al fango (che col tempo si sta trasformando in pietra).
Nei grandi videowall dello studio di Annozero figuravano nella "copertina" due facce "antitetiche" ovvero quella di Silvio Berlusconi (naturalmente non presente in trasmissione) e di Nichi Vendola, invece seduto nell'emiciclo di Michele Santoro.
Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà, ha confermato di essere un raro esempio di politico preparato, concreto, intelligente e finalmente non banale. La sua difficoltà è comune a chiunque non voglia (e non possa, anche per dignità) "abbassare" il suo registro linguistico e declassare la sua cultura per piacere ad un "pubblico" composto (come dice anche l'Istat e la sociologia), per una importante fascia di persone, da semianalfabeti o analfabeti. Forse ormai anche moralmente.
Nichi Vendola introduce il suo primo intervento con una prefazione che descrive la situazione del Mediterraneo come un "Mediterraneo in fiamme", una culla della civiltà e del commercio da cui l'Italia è fuori, tanto che, ricorda Vendola "l'ultima volta che il ministro degli Esteri è andato in Parlamento, c'è stato un dibattito di politica estera, non si è parlato né di Egitto né di Tunisia né di Marocco, né di Libia, né di Yemen, né di Albania, ma si è parlato di Santa Lucia, si è parlato di un piccolo Stato ignoto ai più che è un'isola, diciamo, a disposizione di un certo tipo di mondo economico".
E continua: "Questo io lo trovo gravissimo, nel senso che la nostra separazione come Paese dalle vicende del mondo e dalle vicende del Mediterraneo è un fatto politicamente rilevante. Certo, noi siamo con la scena pubblica ingombrata non dalla privacy violata del premier, ma ingombrata da un conflitto tra poteri che è particolarmente rilevante perché così è stato descritto".
Poi Vendola riflette, in un passaggio molto interessante, il tipo di ponderazione che una volta faceva venire voglia di sentire tutti gli "interventi" (e i comizi) dei grandi oratori della "Prima Repubblica", a prescindere dallo schieramento, per il fatto che, solamente ascoltandoli, si imparava e si carpiva un pezzetto di cultura. "E' Berlusconi contro Montesquieu - osserva Vendola - è Berlusconi contro l'architettura di una democrazia che è fatta di equilibrio tra poteri di pesi e contrappesi".
E sottolinea: "Berlusconi è stato sempre molto pesante persino nei confronti di un Parlamento asservito, Berlusconi non ha mai considerato legittimo l'esercizio del controllo di legalità da parte di un potere autonomo e indipendente, secondo la celebre tripartizione dei poteri, e questo è un problema. Per popolo sovrano si intende la costruzione mediatica e commerciale del popolo, che è più importante della legge, soppianta la legge, il consenso popolare cancella la validità delle vigenti norme".
"Questo non è possibile - continua il leader di Sinistra Ecologia e Libertà - l'ha spiegato molto bene in quel suo libretto, credo suggestivo, Zagrebelsky a proposito della crocifissione di Cristo. Il popolo può essere abilmente costruito, è una costruzione. E il popolo che si esprime appunto nei riti populisti o nei plebisciti può essere indotto a fare che cosa? A compiere un delitto, cioè il seppellimento della legge".
Conclude Nichi Vendola nel suo intervento ad Annozero: "Nella legge c'è la tutela dei diritti di tutti i cittadini, io che sono un garantista, Santoro, penso che bisognerebbe effettivamente alzare una bandiera per le garanzie dei cittadini, farlo in un Paese in cui lo scandalo non sono i processi a Berlusconi ma sono settantamila detenuti chiusi in galere sovraffollate in condizioni di assoluta disumanità".

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