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Fiom, Vendola: si torna ai "tempi moderni" di Chaplin

Nichi Vendola, intervenuto alla manifestazione della Fiom a Roma, dal sul blog scrive che "se nel mondo del lavoro ci si deve spogliare dei diritti, allora stiamo tornando ai 'tempi moderni' di chapliniana memoria, stiamo tornando indietro".

"Contateli voi" afferma il segretario generale della Fiom Maurizio Landini a San Giovanni a Roma davanti ad una piazza gremita di lavoratori arrivata per manifestare per i propri diritti, che con la scusa della crisi si stanno sempre più assottigliando. Ma stavolta in numeri dei partecipanti della giornata di mobilitazione organizzata dalle tute blu della CGIL non arriva né dagli organizzatori né dalla questura, ma il corteo era davvero imponente.
Da San Giovanni, punto d'incontro dei due serpentoni partiti uno da Piazzale dei Partigiani e l'altro da Piazza della Repubblica, prende la parola Guglielmo Epifani che spiega che non si può prima pensare al lavoro e poi ai diritti, come vorrebbero in molti, ricordando che "anche il lavoro è un diritto e che il lavoro senza diritti non è lavoro".
Anche Nichi Vendola, intervenuto alla manifestazione in un boato di applausi, dal sul blog scrive che "se nel mondo del lavoro ci si deve spogliare dei diritti, allora stiamo tornando ai 'tempi moderni' di chapliniana memoria, stiamo tornando indietro".
Vendola, sempre sul sito, intuisce prima ancora che la gente scenda in piazza che "la manifestazione della Fiom CGIL" non riguarda quindi "solo gli operai o i lavoratori metalmeccanici" ma "tutti i lavoratori, compresi gli universitari e i lavoratori della conoscenza, che vivono oggi una condizione molto simile a quella dei metalmeccanici".
E che la vivranno ancora di più se il contratto voluto e firmato a Pomigliano da pochi diventerà lo standard per molti.

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