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Sparatoria New York Empire Building: 9 feriti, forse non dal killer

Nel momento di massimo turismo all'Empire State Building di New York la sparatoria che ha fatto due morti e nove feriti non è stata opera di un folle. Ma di un ex dipendente che ha ucciso il suo capo. Il resto dei feriti potrebbe essere opera della Polizia di New York.

Ieri mattina alle ore 9 di New York (le tre del pomeriggio in Italia) sotto l'Empire State Building, tra la 34esima e 35esima strada a Manhattan, è avvenuta una sparatoria che ha coinvolto almeno una decina di persone che sono rimaste ferite ed ha provocato due morti. Dopo un momento di incertezza, in cui si era pensato alla "matrice terroristica" o al folle "lupo solitario" che, come nei migliori film e telefilm statunitensi contemporanei "si diverte" a sparare ai passanti, l'ipotesi terroristica è stata scartata, così come quella del folle "tout court". Che non stesse bene il killer dell'Empire State Building è certo, dato che il Sindaco di New York Michael Bloomberg insieme a Ray Kelly capo del New York Police Department, hanno rivelato, insieme all'identità dell'uomo che ha sparato, anche il presunto movente. Jeffrey Johnson, questo il nome del killer, aveva 53 anni, era un uomo "amante della natura e del birdwatching" ed ha sparato al suo ex datore di lavoro di 41 anni con un colpo alla testa. Il manager, morto sul colpo, era il responsabile della "Hazan Import" e Jeffrey Johnson era stato licenziato dall'azienda circa un anno fa. La Hazan Import ha la sede al numero 10 della 33ma strada, a pochi passi dal luogo della sparatoria. Il movente dell'omicidio potrebbe quindi trovarsi nel rancore che Johnson provava verso il suo ex capo. Per quanto riguarda i nove feriti, fortunatamente non gravi, il sindaco Bloomberg ha affermato che è probabile che la stessa polizia abbia colpito i passanti nel tentativo di uccidere Jeffrey Johnson. Tentativo poi centrato.

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