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Net neutrality addio negli USA: Trump dà il via libera al web a due velocità

Donald Trump abolisce negli Stati Uniti la Net Neutrality e apre al web a due velocità, vale a dire che gli utenti rischiano di essere limitati o rallentati nell'accesso a determinati servizi internet (da Google a Facebook) se non pagheranno. In pericolo la libertà di scelta.

Donald Trump mette fine alla Net Neutrality, alla neutralità della rete internet. Il presidente americano ha decretato infatti per la prima volta al mondo che l'accesso e l'utilizzo della rete internet non deve essere privo di discriminazioni ma anzi "diverso" da utente (povero) ad utente (ricco).
La Federal Communications Commission infatti abdica a favore del mercato e concede il via libera al web a due velocità, consentendo agli operatori di offrire un servizio più veloce alle aziende che pagano, o che pagano di più. Attualmente solo negli Stati Uniti dal momento che questo tipo di regole sono nazionali, ma è probabile che dopo la svolta americana il dibattito inizierà anche in Europa.

In sostanza, gli internet provider ovvero le società di telecomunicazione che forniscono banda e accesso (per esempio Verizon e Comcast negli USA, Tim, Vodafone, Fastweb in Italia) cominceranno a diversificare il traffico frammentando l'offerta sul modello delle tv a pagamento. Quindi in futuro per accedere a determinati contenuti o servizi (da Google a Facebook) o per avere una qualità sufficiente per vederli (da Netflix a Youtube) bisognerà pagare una quota supplementare al classico abbonamento internet.
A titolo esemplificativo, se Verizon acquisterà Yahoo!, sarebbe legalmente autorizzato ad addebitare agli utenti l'accesso per esempio al concorrente a Google.

Da sottolineare che le società di telecomunicazione possono essere proprietarie (o possedere azioni) anche di uno o più giornali online. Di conseguenza gli utenti rischierebbero di non poter più accedere a siti di informazione diversi ed indipendenti, se non dietro pagamento ma paradossalmente non all'editore.
Gli internet provider inizieranno quindi a limitare o rallentare quello che un utente può vedere sul web, presentando offerte per garantire la possibilità di fruire di siti e servizi che oggi normalmente vengono utilizzati.
Anche se promettono battaglia, in realtà i colossi del web non sono poi così contrari all'abolizione della net neutrality perché pagando (e a loro i soldi non mancano di certo) otterranno "corsie preferenziali" su internet che garantiranno di mettere (ulteriormente) in un angolo i concorrenti meno ricchi e le nuove startup.

© riproduzione riservata | online: | update: 15/12/2017

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