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Nestlè vuole i giovani. Uila: precarizzando chi già lavora in azienda?

Lanciando il progetto 'Nestlè needs YOUth' la multinazionale annunciava un piano che prometteva entro il 2016 l'inserimento di "10.000 giovani di età inferiore ai 30 anni" e l'apertura "di 10.000 posizioni di stage e tirocinio". Pietro Pellegrini, segretario nazionale Uila-Uil, sottolinea: "Non vorremmo che tali nuove opportunità dovessero farsi strada attraverso la precarizzazione di coloro che lavorano già alle dipendenze di Nestlè".

"L'organizzazione del lavoro non può essere una pregiudiziale per il rinnovo dell'accordo integrativo" chiarisce in una nota Pietro Pellegrini, segretario nazionale Uila-Uil, al termine dell'incontro in Assolombarda con la dirigenza del Gruppo Nestlé, nel corso del quale la multinazionale ha annunciato di voler procedere a una corposa operazione di riorganizzazione industriale che interesserebbe buona parte del gruppo. In una nota congiunta, infatti, i sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila annunciando che la Nestlè vorrebbe trasformare tutti i contratti dei tre siti di Perugia, Frosinone e Parma da tempo indeterminato a tempo pieno con forme più flessibili. Pellegrini spiega che "la riorganizzazione che l'azienda intende realizzare oggi rischia di ridisegnare completamente la presenza del gruppo in Italia - aggiungendo - e confondere il tavolo dell'organizzazione del lavoro, di competenza dei singoli siti produttivi, con quello del rinnovo dell'integrativo, ci sembra una via non percorribile". Il segretario della Uila sottolinea quindi che "l'annunciata necessità di rivedere i modelli organizzativi per una parte consistente del gruppo, attraverso una stagionalizzazione delle produzioni, è in stridente contrasto con il progetto 'Nestlè needs YOUth' lanciato dall'azienda lo scorso novembre e con il quale venivano annunciate ben 20.000 opportunità occupazionali in tutta Europa, di cui 1.000 nel nostro Paese". Il progetto "Nestlè needs YOUth" preve infatti entro il 2016 l'inserimento di "10.000 giovani di età inferiore ai 30 anni" e l'apertura "di 10.000 posizioni di stage e tirocinio", magari attraverso le nuove forme di contratto a tempo determinato e di apprendistato come previste dal decreto Poletti. Pietro Pellegrini della Uila spera quindi che queste "nuove opportunità" promesse dalla multinazionale non si facciano "strada attraverso la precarizzazione di coloro che lavorano già alle dipendenze di Nestlè".

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