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Nestlè Italia: consumi stagionali. Cambiare contratti da indeterminato in altre forme

La Nestlè Italia vorrebbe trasformare tutti i contratti dei tre siti di Perugia, Frosinone e Parma da tempo indeterminato a tempo pieno con forme più flessibili. Per i sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila ciè è "impraticabile" perché "intaccherebbe i diritti dei singoli dal punto di vista del reddito e previdenziali". La Nestlè Italia sottolinea invece come "i settori del dolciario e del gelato sono caratterizzati da consumi fortemente stagionali".

La Nestlè Italia, che a febbraio aveva comunicato ai sindacati di voler voler mettere in cassa integrazione ordinaria 867 lavoratori dello stabilimento Perugina di San Sisto, vorrebbe trasformare tutti i contratti da tempo indeterminato a tempo pieno con forme più flessibili. In una nota congiunta di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila (Unione italiana dei lavoratori agroalimentari), viene spiegato infatti che "venerdì 4 aprile si è svolto l'incontro per il rinnovo dell'Integrativo di Gruppo" dove la Nestlè "ha posto come pregiudiziale la soluzione di alcune problematiche organizzative in tre siti (Perugia, Frosinone, Parma) prima di affrontare la discussione dei punti della piattaforma". I sindacati chiariscono quindi che "la proposta di Nestè per i tre siti citati risulta impraticabile" visto che l'azienda volendo appunto "trasformare il Contratto di lavoro da Tempo Indeterminato e Tempo Pieno in altre forme contrattuali per centinaia di lavoratori intaccherebbe i diritti dei singoli dal punto di vista del reddito e previdenziali". I sindacati sottolineano quindi che dopo aver "ripetutamente chiesto di tenere separate le discussioni del Rinnovo dell'Integrativo dai temi della riorganizzazione" la "Nestlè ha dichiarato la propria indisponibilità, assumendosi così la responsabilità di interrompere le trattative". Fai, Flai e Uila dichiarano quindi "lo stato di agitazione del Gruppo, il blocco delle flessibilità e degli straordinari" convocando "le assemblee dei lavoratori", annunciando: "Se entro il mese di aprile l'azienda non raccoglierà la disponibilità a discutere del futuro del Gruppo in Italia, a partire dagli investimenti, e quindi proseguire il confronto sull'Integrativo, decideremo come organizzare questa difficile fase sindacale e quali risposte dare alla Nestlè".

In replica, la più grande azienda mondiale nel settore alimentare con sede in Svizzera, che come spiega Wikipedia "produce e distribuisce una grandissima varietà di prodotti alimentari, dall'acqua minerale agli omogeneizzati, dai surgelati ai latticini", in una nota precisa che la richiesta di Nestlè Italia "di adeguare il modello produttivo di alcuni business per rilanciarne la competitività" deriva dal fatto che "i settori del dolciario e del gelato sono infatti caratterizzati da consumi fortemente stagionali". La Nestè Italia spiega quindi come "questo impone di avvicinare il momento della produzione a quello del consumo, concentrando le produzioni in determinati momenti dell'anno". La Nestlè Italia si dice quindi molto colpita dalla presa di posizione dei sindacati visto che lo "scenario di mercato" è "molto mutato nel corso degli ultimi anni" e "necessita di nuovi paradigmi produttivi", come per esempio contratti più flessibili e forse anche stagionali.

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