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Natale low cost: pericolo alimenti "taroccati"

Alimenti "taroccati" potrebbero entrare nella tavola del Natale 2012. Ma il pericolo non si nasconde unicamente negli alimenti low cost, ma anche in prodotti assai costosi, come lo zafferano, spacciato per "italiano" mentre di produzione estera.

Il Corpo Forestale dello Stato ha organizzato un incontro il 5 dicembre a Roma dal tema "Eccellenze del Made in Italy ed il ruolo del Corpo forestale dello Stato nella Sicurezza Agroalimentare". Un incontro interessante soprattutto perché precede le festività natalizie, periodo in cui, solitamente, come osserva la Forestale in una nota "gli italiani prestano solitamente una particolare attenzione a tutto ciò che riguarda il settore agroalimentare ed in particolare ai prodotti di qualità, che hanno fatto grande l'immagine dell'Italia nel mondo". C'è però un problema tra gli alimenti che potrebbero finire sulle tavole di Natale: la contraffazione alimentare creata da veri e propri "pirati alimentari". Lo scopo dell'evento del Corpo Forestale era infatti non solo quello di evidenziare l'attività svolta contro le agro piraterie ma, si legge ancora nella nota, "attraverso l'ausilio di personale specializzato, comprendere come il consumatore, adeguatamente informato, può imparare ad acquistare in modo consapevole e riconoscere i veri prodotti di qualità, dalle truffe". Scampare alle truffe alimentari è certamente una questione culturale (e l'analfabetismo funzionale dilagante di certo non aiuta) ma è anche una questione di volontà. Anche se può sembrare strano, gli italiani, per il Natale 2012, sarebbero infatti disposti a "comprare tarocco". Certo, ci sono sempre delle nette "preferenze merceologiche" anche quando si intende comprare "falso", ma il dato non può che inquietare. E' la Coldiretti a rivelare i dati di un suo sondaggio effettuato sul sito coldiretti.it, spiegando che gli italiani "nel 52 per cento dei casi si dicono disponibili ad acquistare prodotti contraffatti con una netta preferenza per i capi di abbigliamento e gli accessori taroccati delle grandi firme della moda (29 per cento). Tra gli articoli contraffatti che tentano i cittadini ci sono anche - precisa la Coldiretti - gli oggetti tecnologici (14 per cento) e i ricambi meccanici (6 per cento) mentre c'è una grande diffidenza nei confronti di medicinali e cosmetici (1 per cento), giocattoli (1 per cento) e alimentari (1 per cento)". La Coldiretti è preoccupata poiché "le frodi a tavola si moltiplicano nel tempo della crisi soprattutto con la diffusione dei cibi low cost e sono crimini particolarmente odiosi perché si fondano sull'inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti. Oltre un certo limite non è possibile farlo se non si vuole mettere a rischio la salute". Fondamentale quindi stare con gli occhi ben aperti, dato che non solo i prodotti low cost vengono contraffatti. Un caso è sicuramente rappresentato dallo zafferano. Sullo zafferano è sempre la Coldiretti a chiedere più controlli, per garantire i consumatori e i produttori "del vero zafferano nazionale evitando che il prodotto di importazione venga spacciato per italiano". La produzione nazionale di questo "oro giallo" vegetale sarebbe pari a 55 ettari con una produzione di circa 600 chilogrammi. Purtroppo le tre denominazioni di origine protetta, lo Zafferano dell'Aquila, lo Zafferano di San Giminiano e lo Zafferano di Sardegna, non bastano, dato che, come osserva sempre la Confederazione degli agricoltori "purtroppo anche lo zafferano italiano è oggetto di contraffazione, basti pensare che le importazioni di prodotto dall'estero sono state, nel corso del 2011, pari a 18.432 chilogrammi".

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