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Natale 2013 sarà dimesso. Consumi ripartiranno non prima del 2022

"Il reddito disponibile delle famiglie italiane è tornato al livello del 1986 mentre i consumi sono simili a quelli del 1996-1998" avverte la Confcommercio calcolando che i consumi torneranno ai livelli del 2007 solo nel 2022. Infatti, "il 69,3% degli italiani prevede un Natale 2013 molto dimesso. Si tratta di una percentuale che è all'incirca il doppio di quella registrata nel 2009 (33,7%)".

"Il reddito disponibile delle famiglie italiane è tornato al livello del 1986 mentre i consumi sono simili a quelli del 1996-1998" avverte con preoccupazione la Confcommercio, esaminando la situazione economia nel Bel Paese in vista del Natale 2013. Il responsabile dell'Ufficio Studi di Confcommercio, Mariano Bella, evidenzia poi come "le famiglie sentono che non si sta aprendo una stagione di riduzione delle tasse" e questo a causa della "totale incertezza fiscale" e per il fatto che "la pressione fiscale rimarrà invariata fino al 2016 e dunque non ci si può certo aspettare una ripresa dei consumi". Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, lancia infatti l'allarme: "Redditi pro capite reali tornati ai livelli del 1986, pressione fiscale inchiodata al 44% fino al 2016, clima di fiducia incerto, consumi drammaticamente fermi e l'idea di ripresa, di fatto, cancellata dalla legge di stabilità: tutto ciò prefigura, e non poteva essere altrimenti, l'ennesimo Natale di austerità. A dicembre, infatti, dopo il crollo dello scorso anno, dovuto al pagamento dell'Imu, quest'anno ci potrebbe essere un modestissimo incremento delle disponibilità". Sangalli sottolinea quindi che "questo scenario porta a confermare una riduzione dei consumi per l'anno 2013 pari al 2,4%, un fenomeno molto grave che segue la caduta eccezionale del 4,2% del 2012". Il presidente della Confcommercio ammette comunque che "resta l'estremo tentativo delle famiglie di difendere il rito del regalo di Natale" perché "più di un italiano su due considera questo appuntamento un piacere, nonostante l'inevitabile ridimensionamento della spesa" e proprio per questo "sul versante commerciale, a soffrire saranno tutte le tipologie distributive, dal piccolo esercizio fino alla grande distribuzione". Secondo la Confcommercio, infatti, i consumi torneranno ai livelli del 2007 solo nel 2022, ed infatti "il 69,3% degli italiani prevede un Natale 2013 molto dimesso. Si tratta di una percentuale che è all'incirca il doppio di quella registrata nel 2009 (33,7%)" aggiunge Mariano Bella. Nonostante questo, l'85,8% degli italiani non rinuncerà al rito del regalo, magari investendo quei 18 euro in più nelle tasche che dovrebbero arrivare con il taglio della seconda rata dell' IMU, anche se un leggero incremento di spesa riguarderà soprattutto "le 22 milioni di famiglie che avranno a disposizione la tredicesima" e non quelle con disoccupati, che continuano a crescere.

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