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Napoli: protesta commercianti contro ZTL. De Magistris: camorra infiltrata

A Napoli sono scesi in piazza oltre 8000 imprenditori che hanno protestato contro la zona a traffico limitato (ZTL) e per denunciare il "disastroso stato di salute della città" come sottolinea Confcommercio, che si dissocia dai gesti violenti successi nel corso della manifestazione. Luigi De Magistris denuncia "infiltrazione di delinquenza e camorra all'interno".

"Confcommercio Imprese per l'Italia della Provincia di Napoli si dissocia da qualsiasi provocazione e atto violento avvenuto a Piazza Municipio. La nostra era una manifestazione pacifica, che si era regolarmente conclusa con la consegna delle chiavi degli esercizi commerciali di fronte Palazzo San Giacomo. La delegazione di Confcommercio stava tornando verso la sede dell'associazione quando ha sentito le esplosioni e le voci che parlavano di una carica della polizia" spiega il presidente Pietro Russo, commentando i momenti di tensione che ci sono stati tra i manifestanti e le forze dell'ordine. A Napoli, infatti, è andata in scena oggi la protesta dei commercianti, che contestano la zona a traffico limitato (ZTL) istituita dal sindaco Luigi De Magistris, sostenendo che il provvedimento ha portato a un calo del giro d'affari del 50%.

La manifestazione è però ad un certo punto degenerata quando, davanti al Municipio di Napoli, sono esplosi quattro-cinque petardi, proprio davanti al portone del Comune e di fronte una camionetta della polizia. Alcuni manifestanti hanno anche abbandonato il presidio per spostarsi presso il circolo Posillipo dove stava intervenendo Luigi De Magistris per un incontro. Alche strade, inoltre, sono state bloccate dal corteo. "Da cittadino e da napoletano, provo una grande amarezza perché abbiamo assistito ad una sospensione del pieno diritto a manifestare che deve essere garantito ad ogni cittadino, a causa dell'infiltrazione di delinquenza comune e camorra all'interno della manifestazione" commenta in una nota il sindaco di Napoli, pur sottolineando che "l'amministrazione distingue le due anime della protesta, continuando a rilanciare l'appello a tutte le forze sociali sane e democratiche perché si lavori insieme, responsabilmente, in un momento difficilissimo, nell'esclusivo interesse di una città che, da due anni, stiamo amministrando senza risorse cercando di garantire una tenuta sociale così compromessa dalla crisi e dalla contrazione del lavoro".

"Non conosciamo gli autori di questi gesti, ma ribadiamo la ferma condanna di qualsiasi violenza" conferma Pietro Russo della Confcommercio di Napoli e provincia, precisando però che l'associazione è stata "costretta a scendere in strada dopo oltre trent'anni per gridare il dolore degli associati". "La dimostrazione del disastroso stato di salute della città arriva dalle tante saracinesche chiuse e dagli oltre 8000 imprenditori scesi in piazza per manifestare contro l'abusivismo e l'illegalità, il degrado urbano, l'insufficienza di trasporto pubblico e un piano di mobilità che ha messo in ginocchio la nostra economia" prosegue infatti la Confcommercio di Napoli, chiedendo al sindaco Luigi De Magistris di poter "partecipare a tavoli con imprenditori, lavoratori e le forze sociali riconosciute".

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