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Moretti, Habemus Papam. Monsignor Busti: "mi pare sia una ruffianata"

Habemus Papam ultima fatica cinematografica di Nanni Moretti arriva al cinema. Molti critici che l'hanno visto in anteprima si sono emozionati e hanno condiviso la "morale" morettiana sulla Chiesa. Ma c'è un esperto di cinema d'eccezione che fa le pulci al Nanni: è il vescovo di Mantova.

Il nuovo film di Nanni Moretti "Habemus Papam" sta strappando critiche entusiastiche. Pare che il nuovo film del regista di "Ecce Bombo" e "La stanza del Figlio" sia piaciuto soprattutto per il racconto della dimensione dell'"inadeguatezza" che finalmente "coglie" anche un Papa (interpretato da Michel Piccoli). Il fatto che per curare questo senso di depressione di un Papa sia chiamato uno psicanalista (interpretato da Nanni Moretti) è stato trovato assolutamente geniale (e quasi liberatorio) da una certa critica. Come meraviglioso (sempre a leggere alcune recensioni) è il fatto che il film mostri cardinali come "persone comuni" con le stesse boccette di ansiolitici e tranquillanti (?!). "Habemus Papam" metterebbe quindi finalmente a nudo un Vaticano composto da vecchietti "in costume" che vivono una sorta di "archeologia rituale" senza senso, in una sorta di costrizione psicologica data dalla religione e dal ruolo apostolico, praticamente ridicolo e castrante in tempi "modernissimi" di internet e reattori atomici in crisi. Ma c'è però una recensione che spicca nel mucchio per originalità e punto di vista. E' quella di monsignor Busti, vescovo di Mantova, invitato dalla Gazzetta di Mantova a vedere la prima di "Habemus Papam". L'articolo di Enrico Comaschi, molto godibile, spiega che mons. Busti non è un vescovo come altri, ma uno che di cinema se ne intende. Il vescovo di Mantova è infatti "un grande esperto di cinema, essendo presidente dell'Acec, l'Associazione cattolica degli esercenti del cinema". L'articolo merita di essere letto per intero ("Con il vescovo Busti all'anteprima di 'Habemus Papam' di Moretti http://is.gd/q1K3Oz) ma colpiscono le parole del monsignore dopo la proiezione: "A parte la bravura di Michel Piccoli - il vescovo parte in tronco - mi pare che il film sia una ruffianata" e spiega che "ci sono situazioni simpatiche e divertenti, ma si coglie l'intenzione del regista. Quella di introdurre un tema a lui molto caro da sempre, quello della psicanalisi, anche in Vaticano. Ed è troppo comodo, e per questo parlo di ruffianata, tirare in ballo il Papa. Certo. Perché, vede, sappiamo tutti che gli uomini si spaventano di fronte alle responsabilità, e anche un Papa appena eletto di sicuro deve fare i conti con questa paura. E allora cosa dà sicurezza agli uomini? Nulla? Come si fa, allora? Moretti non lo dice. Prende in giro anche la psicanalisi, questo non mi è sfuggito, però nel film viene apertamente detto che la fede non può porre rimedio a queste naturali debolezze". Quindi, sottolinea Busti: "La vita è un'altra cosa, non si può spiegare tutto, non si può ridurre un Papa al personaggio del film. C'è la fede, e di questo la storia non parla". Effettivamente, senza il mistero della fede, è chiaro che la Chiesa tutta e il Vaticano si ridurrebbe davvero a dei comici vecchietti vestiti "in costume", magari in preda a delirii maniaci depressivi. Come è anche vero che per molti critici è anche naturale avere una fede incrollabile nella "qualità" delle opere di Nanni Moretti.

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