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Il Caimano "tagliato": la democrazia si è trasformata in un regime

La scena finale de "Il Caimano" di Nanni Moretti doveva essere trasmessa su Rai 3 a "Parla con me" di Serena Dandini ma 7 minuti erano troppi e la Rai ha chiesto di "tagliare" alcune scene. Cosa narrano questi 7 minuti di un film del 2006?

Il vicedirettore generale della Rai, Antonio Marano, aveva chiesto di "tagliare" alcune scene del finale de "Il Caimano" di Nanni Moretti, degli ultimi 7 minuti del film che la trasmissione di Serena Dandini "Parla con me" avrebbe voluto trasmettere.
Antonio Marano avrebbe scritto un lettera dove avrebbe specificato di non mandare in onda più di 3 minuti del film "pena la svalutazione del prodotto e quindi il divieto di trasmetterlo in futuro su qualsiasi rete Rai", come si legge su La Repubblica (http://tinyurl.com/6ka2jon).
La scelta della Dandini di mandare in onda gli ultimi 7 minuti del film era maturata dopo il mancato passaggio de "Il Caimano" su Rai 3, sembra perché a trasmetterlo in futuro sarà Rai 1.
Alla richiesta di "tagliare" delle scene si è opposto lo stesso regista del film Moretti e tutto il gruppo di Parla con me, preferendo non mandare in onda niente.
Ma cosa narravano questi 7 minuti di film? L'intera sequenza si può vedere su repubblica.it (http://tinyurl.com/6hqh2s8) e vista con gli occhi di chi sta seguendo attentamente l'evoluzione politica di questi ultimi tempi risulta davvero inquietante.
La sequenza inizia con il protagonista intento in un procedimento giudiziario in un'aula del Tribunale di Milano: "Voglio ricordare a questo tribunale che oggi io sono qui a parlare non solo in veste di imputato ma anche e soprattutto come cittadino a cui la maggioranza degli italiani ha conferito l'onere e la responsabilità di guidare il Paese - e poi rivolgendosi alla pubblica accusa - Dottoressa, lei sta attaccando me come Presidente del Consiglio e questo ad un magistrato non può essere concesso. Se lei vuole fare politica si dimetta e si faccia eleggere in Parlamento".
In questi 7 minuti frasi pronunciate dal Presidente del Consiglio cinematografico come: "Non si possono continuare a sprecare i soldi dei cittadini per un processo esclusivamente basato su delle menzogne" oppure "Solo io ho governato un'intera legislatura".
Ad un certo punto una scena dove il pm afferma, rivolgendosi al giudice: "Mi pare che l'imputato voglia continuare a sottrarsi al processo, eppure io leggo in quest'aula: La legge è uguale per tutti" al che il protagonista del film risponde: "Sì, ma questo cittadino qui forse è un po' più uguale degli altri visto che la maggioranza degli italiani in libere elezioni gli hanno conferito il mandato per governare".
E poi le ultime scene del film con il protagonista che dice, prima che la Corte si ritiri per deliberare la sentenza: "Spero che siate consapevoli del fatto che con la vostra sentenza potreste cambiare la storia del nostro Paese".
"Il Caimano" si chiude con la condanna di questo Presidente del Consiglio a 7 anni di reclusione e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici, al che uscendo dall'aula di Tribunale afferma: "La democrazia si è trasformata in un regime, un regime contro il quale tutti gli uomini liberi come voi hanno il diritto di reagire in ogni modo. Grazie".
Il film si chiude con delle molotov scagliate verso i magistrati sulle scale del Palazzo di Giustizia di Milano.
E comincia un'altra storia.

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