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Habemus Papam standing ovation. E Nanni Moretti scoppia a piangere

Non poteva che essere una "standing ovation" il già osannato, è proprio il caso di dirlo, "Habemus Papam" di Nanni Moretti, che ieri sera ha conquistato il pubblico del Festival di Cannes con ben 10 minuti di applausi. E Moretti non è riuscito a trattenere le lacrime.

Non poteva che essere una "standing ovation" il già osannato, è proprio il caso di dirlo, "Habemus Papam" di Nanni Moretti, che ieri sera ha conquistato il pubblico del Festival di Cannes. E mentre i titoli di coda scorrevano, 10 minuti di applausi hanno fatto emozionare anche lui, Nanni Moretti, che non è riuscito a trattenere le lacrime, scoppiando a piangere mentre abbracciava Margherita Buy, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa e giustamente il protagonista del film Michel Piccoli, oltre che naturalmente il figlio Pietro, che ha voluto portare con lui a Cannes. Prima del riconoscimento in sala, Nanni Moretti aveva ricevuto una prima dose di applausi in sala stampa, presentando "Habemus Papam" alla stampa internazionale, incontrando poi anche i giornalisti italiani e raccontando che quello che si vede nel film è solamente il suo Vaticano e il suo Papa. "Qui non ci sono intrighi, complotti, pacchetti di voto che si spostano da un continente a un altro" continua Moretti. Qualcuno, infatti, sembra essere rimasto stupito che in "Habemus Papam" non ci siano riferimenti ai recenti scandali che ha investito il Vaticano, ma Nanni Moretti spiega che "la Chiesa ha già fatto mea culpa dicendo di provare grande vergogna per tutto quello che è successo", e che non era sua intenzione raccontare "qualcosa che si sapeva". Nanni Moretti, sempre durante la conferenza stampa, si dice sorpreso nell'apprendere che ci sarebbero persone che "l'accusano" ancora per il fatto che in questo film, come nel passato "La messa è finita", "non ci sia fede", visto che entrambi sono stati "scritti e diretti da un ateo", precisando però che "contrariamente agli atei che in realtà dentro sono rimasti profondamente cattolici" lui non prova "nessun tipo di astio nei confronti della religione".

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