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Svelati i WARgrams: come la NSA sfrutta la guerra al terrore per la sorveglianza di massa

Svelati i WARgrams che l'ex direttore della National Security Agency ha inviato i suoi dipendenti durante la guerra in Iraq del 2003. In questi WARgrams si delinea la strategia della NSA nel pianificare ed attuare una sorveglianza di massa a livello globale, quella rivelata da Edward Snowden.

La National Security Agency ha letteralmente utilizzato la "guerra al terrore", fin dall'inizio dell'invasione dell'Iraq, per sviluppare le proprie capacità di intelligence a livello mondiale e soprattutto rafforzare la rete di sorveglianza di massa. A svelarlo è il sito Motherboard che pubblica una serie di documenti risalenti al 2003-2004 classificati come WARgrams.

In sostanza i WARgrams sono una serie di newsletter che l'ex direttore della NSA Michael Hayden ha inviato ad un vasto numero di dipendenti dell'agenzia di spionaggio statunitense. Questi documenti contengono le descrizioni dei piani della NSA per inserirsi nella guerra in Iraq.

Tra questi 68 WARgrams ottenuti grazie ad una richiesta attraverso il Freedom of Information Act del 2008, appare chiaro come la NSA abbia sfruttato la guerra in Iraq per espandere il potere di controllo dell'agenzia a livello globale, approfittando dello spauracchio di Al Qaeda (oggi sarebbe lo Stato Islamico).

In altri WARgrams Michael Hayden descrive invece l'inserimento degli agenti NSA in mezzo ai militari come un "moltiplicatore di forza", a quanto pare anche di persuasione. Nel WARgrams numero 10 infatti l'ex direttore dell'agenzia nel ricordare che "i mezzi di informazione hanno inserito i giornalisti in quelle unità militari che sostengono l'Operation Iraqi Freedom" svela che anche la NSA ha del "personale 'inserito' nei posti caldi".

In uno dei WARgrams invece Michael Hayden sostiene che la caduta di Saddam Hussein è di fatto stata manovrata dall'agenzia. L'ex direttore scrive ai dipendenti: "Mentre guardo cadere la statua di Saddam e la sua testa rotolare provo un certo senso di realizzazione. Ognuno di voi dovrebbe essere orgoglioso di aver fatto parte al raggiungimento di questo obiettivo. Vi meritate di mettervi un momento in pausa e di riflettere su ciò che avete contribuito a raggiungere".

Se qualcuno avesse poi ancora il dubbio sull'obiettivo della NSA, il WARgram 27 chiarisce che l'agenzia "ha affrontato la guerra con l'Iraq come una attività aziendale". La soddisfazione di Michael Hayden nel pianificare e guidare di fatto una guerra è evidente, tanto da giudicare i risultati come "sorprendenti".

Chissà se in questo "piano aziendale" la NSA aveva anche calcolato i costi umani della guerra, visto che il prezzo pagato solo dagli Stati Uniti è stato la perdita di circa 4.500 uomini. A far riflettere è poi il fatto che la NSA e la sua capacità di intelligence a livello mondiale, pur essendo presente sul territorio, non è riuscita ad evitare le sevizie e le umiliazioni ai danni di detenuti iracheni compiute da parte di soldati statunitensi nel carcere di Abu Ghraib. Sempre che tali torture non facessero parte di qualche altro tipo di "planning".

D'altronde nei suoi WARgrams Michael Hayden fa riferimento anche a progetti clandestini come il misterioso "Iraq Battle Brigade", citato nel documento 37, che verrà "preso a modello per la prossima crisi". L'ex capo della NSA lascia intendere infatti che l'esperienza in Iraq sarebbe tornata utile per una guerra mondiale contro il terrorismo.

Nel WARgram 61 inoltre Hayden paventa una possibile minaccia in Patria, che poi potrà essere utilizzata per estendere la sorveglianza di massa negli Stati Uniti e a livello globale. Come i programmi PRISM e Tempora svelati da Edward Snowden.

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