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Vertice NATO: passo indietro su annessione Ucraina e basi ad Est?

Si è aperto oggi il vertice NATO in Galles, dove verrà discusso della crisi Ucraina e della minaccia dell'auto-dichiarato Stato islamico. Clima di distensione nei confronti della Russia, dopo che Vladimir Putin ha presentato un piano per cercare di risolvere la crisi ucraina pacificamente. La NATO avrebbe infatti fatto un passo indietro sia sull'annessione dell'Ucraina che sul potenziamento delle sue forze militari in Europa orientale.

Si è aperto oggi il vertice della NATO, in Galles, dove verrà discusso non solo la crisi in corso in Ucraina e la crescente minaccia dell'auto-dichiarato Stato islamico in Medio Oriente, ma anche il rapporto con la Russia (grande assente). Il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha prima di tutto sottolineato che l'organizzazione ha accolto con favore il piano di sette punti per una soluzione del conflitto in Ucraina proposto ieri dal presidente russo Vladimir Putin, poiché visto come uno sforzo per risolvere la crisi pacificamente. Il piano comprende anche la partecipazione di una forza di monitoraggio internazionale in Ucraina, la creazione di un corridoio umanitario, il divieto di utilizzare aerei da combattimento sopra le aree urbane, lo scambio di prigionieri e l'accesso alle infrastrutture distrutte per le squadre di riparazione. La NATO sembra quindi essere avviata a rinunciare ad un potenziamento delle sue forze militari in Europa orientale, anche perché questo romperebbe l'accordo del 1997 stipulato con la Russia in base al quale la NATO si impegna a non creare basi significative di forze di combattimento a Est. In precedenza, Barack Obama avrebbe ipotizzato la modifica unilaterale del NATO-Russia Founding Act on Mutual Relations, Cooperation and Security, ma poco dopo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha sottolineato che l'accordo "può essere modificato solo attraverso uno sforzo collettivo" visto che firmato dai 28 Stati membri, chiarendo che la dichiarzione di Obama è quindi "errata sia in termini giuridici e politici". I paesi membri del Patto Atlantico avrebbero comunque trovato un accordo affinché siano pre-posizionate nelle basi NATO più strategiche quelle attrezzature e quegli armamenti necessari in caso debba partire un'offensiva improvvisa.

Rasmussen ha anche incontrato il presidente ucraino Petro Poroshenko ma, stando a quanto riporta la Reuters, i membri della NATO avrebbero fatto un passo indietro (almeno per il momento) sull'annessione dell'Ucraina nell'Alleanza Atlantica. Se l'Ucraina fosse infatti ad oggi membro della NATO, gli alleati sarebbero costretti a difenderla con le armi se il Paese fosse invaso, e l'Occidente accusa che lo abbia fatto la Russia. Obama, durante la sua visita di ieri in Estonia, ha precisato che l'adesione alla NATO resta comunque aperta per tutti quegli Stati che soddisfano gli standard del Patto Atlantico e "possono dare un contributo significativo alla sicurezza alleata". Francia e Germania, però, sembrano rimanere contrari ad ammettere Kiev. Forse a far riflettere Angela Merkel anche una lettera inviata da ex funzionari dell'intelligence USA. I membri della NATO avrebbero poi espresso le loro preoccupazioni in merito alla crescente minaccia dell'estremismo islamico, ma finora non sarebbe stata sviluppata una strategia comune per combattere il terrorismo dell'ISIS in Medio Oriente. Come riporta sempre la Reuters, i diplomatici della NATO riporterebbero che non tutti gli Stati membri dell'alleanza sarebbero infatti disposti a partecipare con gli Stati Uniti ad un assalto militare in Iraq e Siria contro lo Stato Islamico. Finora, solo la Francia e il Regno Unito sarebbero apparentemente disposti a impegnarsi in un tale conflitto.

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