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NATO: ok a 4.000 truppe in Europa orientale contro "potenziali aggressori"

Durante il vertice NATO in Galles, il suo segretario generale Anders Fogh Rasmussen ha confermato che la NATO amplierà le proprie infrastrutture di comando e di logistica in Europa orientale, con lo stanziamento di circa 4.000 truppe in grado di essere implementate entro 48 ore. Rasmussen sottolinea che il Readiness Action Plan (Piano di Pronta Azione) è "un chiaro un messaggio a qualsiasi aggressore potenziale".

Durante il vertice NATO in Galles, il suo segretario generale Anders Fogh Rasmussen ha confermato che l'organizzazione amplierà le proprie infrastrutture di comando e di logistica in Europa orientale, affinché ci siano le condizioni per una rapida implementazione delle forze militari, sia terrestri che aeree e marittime. Il piano comporta anche lo stazionamento di circa 4.000 truppe in Europa orientale, in grado di essere implementate entro 48 ore in caso di aggressione ad uno dei paesi membri della NATO. Il Readiness Action Plan (Piano di Pronta Azione) ha l'obiettivo di mandare "un chiaro un messaggio a qualsiasi potenziale aggressore", sottolinea Rasmussen, avvertendo: "Se qualcuno pensa di attaccare un alleato della NATO, vi troverete di fronte l'intera alleanza". Non è chiaro se il Readiness Action Plan verrà attuato anche se ad essere attaccata sarà l'Ucraina, visto che questa non è un membro della NATO. Dopo le resistenze di Francia e Germania, anche la Norvegia dichiara infatti che Kiev non è pronta ad entrare nel Patto Atlantico, sottolineando che l'annessione dell'Ucraina "appare possibile solo in un futuro lontano". Rasmussen precisa che il piano non va contro il NATO-Russia Founding Act on Mutual Relations, Cooperation and Security sottoscritto nel 1997, accusando invece Mosca di averne violato i principi annettendo a metà marzo scorso la Crimea. Non dello stesso avviso appare il capo della commissione Affari esteri del Parlamento russo, Alexei Pushkov, invitando la NATO ad impiegare invece le 4mila truppe non in Europa orientale ma in Iraq, in parte sotto il dominio dello Stato islamico, cioè il gruppo jihadista sunnita (precedentemente noto come lo Stato Islamico in Iraq e Siria - ISIS) che ha auto-proclamato un Califfato islamico.

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