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NASA: sulla ISS la missione dei gemelli. Ma non è un paradosso

La NASa sta per dare il via alla missione dei gemelli: un fratello sarà a bordo della Stazione Spaziale Internazionale mentre l'altro rimarrà sulla Terra. L'obiettivo è quello di monitorare qualsiasi degenerazione o evoluzione che si possa verificare nel corpo umano dopo una lunga esposizione a gravità zero. Nessun riferimento, quindi, al paradosso dei gemelli sulla relatività ristretta (o speciale) di Albert Einstein.

Sta per partire da Baikonur (Kazakistan) a bordo della Soyuz l'astronauta della NASA Scott Kelly, diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dove vi rimarrà per un anno. Niente di speciale, se non fosse che la NASA annuncia che la vera missione riguarderà alcuni studi genetici che verranno eseguiti, per essere comparati, sia su Scott Kelly mentre è nello Spazio che sul fratello gemello Mark Kelly, astronauta statunitense in pensione che rimarrà sulla Terra. Alcuni degli esperimenti che saranno condotti dalla NASA comprenderanno la raccolta di campioni di sangue e vari test psicologici e fisici, per monitorare qualsiasi degenerazione o evoluzione che si possa verificare nel corpo umano a causa dell'estesa esposizione di Scott Kelly in un ambiente a gravità zero. L'obiettivo della NASA, quindi, non è quello confutare o meno il paradosso dei gemelli, che proverebbe la non validità della teoria sulla relatività ristretta (o speciale) di Albert Einstein.

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