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NASA: prodotto plutonio 238 per missioni spaziali. E' la prima volta in 30 anni

La NASA annuncia di aver prodotto del plutonio 238 che verrà utilizzato nei generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG) da utilizzare nelle missioni spaziali future come il rover Mars 2020 e il Jupiter Europa Orbiter. E' la prima volta in 30 anni che gli Stati Uniti producono il plutonio 238.

Ogni volta che un satellite rischia di cadere sulla Terra, il timore è che oltre ai danni della collissione possano esserci quelli da contaminazione radioattiva. Per molte missioni nello Spazio, anche di lunga durata, vengono impiegati generatori fotovoltaici, gli stessi utilizzati per il lander Philae che rischia di perdere tutti i dati della missione Rosetta visto l'atterraggio sulla cometa 67P Churyumov Gerasimenko è avvenuto proprio in un luogo dove non batte il Sole. Ecco perché molte agenzie spaziali preferiscono i generatori a radioisotopi termoelettrici (RTG), soprattutto per le missioni interplanetarie o nello Spazio profondo. Il generatore termoelettrico a radioisotopi è basato sul decadimento di isotopi radioattivi. In particolare, la fonte di calore del generatore contiene il plutonio 238, che diventa fisicamente caldo a causa del proprio decadimento radioattivo. Il calore viene quindi trasformato in elettricità.

Nel 2013 la NASA aveva annunciato di voler fermare lo sviluppo del nuovo generatore di energia alimentato a plutonio, l'Advanced Stirling Radioisotope Generator (ASRG). La decisione non era stata presa solo per il taglio dei bilanci ma perché negli USA era stata riavviata la produzione di plutonio 238. Ad inzio 2013 infatti il Dipartimento dell'Energia americano ha autorizzato l'Oak Ridge National Laboratory (ORNL) in Tennessee ad estrarre nuovamente il nettunio 237, dal combustibile esausto delle centrali nucleari che impiegano uranio naturale o uranio arricchito. E' il nettunio 237 ad essere infatti impiegato nella produzione dell'isotopo 238 del plutonio. L'ASRG doveva sfruttare il poco plutonio 238 rimasto "in magazzino" dopo che la Russia aveva deciso di interrompere nel 2010 le forniture indirizzate agli Stati Uniti. Riavviando però la produzione la NASA si è di colpo trovata ad avere più plutonio nel suo arsenale scientifico, non avendo così la necessità di sviluppare il nuovo generatore.

A due anni di distanza la NASA annuncia finalmente che, per la prima volta da 30 anni a questa parte, ha prodotto l'isotopo di plutonio 238 che servirà per alimentare le missioni spaziali future come il rover Mars 2020 e il Jupiter Europa Orbiter. La produzione di plutonio 238 negli USA era stata infatti sospesa nel 1988. L'ORNL ha prodotto finora 50 grammi di plutonio 238 ma "una volta automatizzato il processo, la nazione avrà una capacità di produzione a lungo termine di sistemi di alimentazione a radioisotopi". Per il momento il Dipartimento dell'Energia stelle e strisce fornirà alla NASA tra i 300 ed i 400 grammi di combustibile esausto ma una volta a regime si arriverà ad 1,5 chili l'anno.

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