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Marte Curiosity, NASA: autoscatto autentico, nessuna anomalia

I "complottisti" l'avevano messo in dubbio, ma l'autoscatto marziano di Curiosity è "autentico" e frutto di una "coreografia" complessa del Mars Hand Lens Imager (MAHLI), la macchina fotografica "estensibile" del rover NASA. Nessuna anomalia per il fatto che il braccio robotico, nell'autoritratto, non si veda.

Dismessa la veste "seriosa" della Guerra Fredda, dove il Cosmo si conquistava soprattutto a furia di "divulgazione scientifica" degna della migliore tradizione dell'hard science fiction (dove i dati sono fondamentali e la verità scientifica un dogma), la NASA, a corto di budget e in crisi di "follower" tra le nuove generazioni (fare l'astronauta ha sicuramente meno appeal che fare la "vip" di un reality) incomincia ad aver problemi di "verosimiglianza". In un mondo ipermediatico dove le immagini dello spazio "vero" paiono caricature di pessimi screenshot dei videogiochi, sulla rete qualcuno dei soliti "complottisti" non si è bevuto l'autoritratto marziano di Curiosity, il celebre rover che "starebbe" (il condizionale è naturalmente complottista) sopra le ventose terre marziane. L'autoscatto di Curiosity, per chi non l'avesse ancora visto è su questa pagina della NASA. Abituati ormai che la "verosimiglianza" è più vera del vero, molti in rete hanno pensato che la foto fosse un "falso" costruito ad arte dalla NASA. Il sospetto che la foto del rover "scattata da se medesimo" possa essere "tarocca" sta nel fatto che, in effetti, non si vede il braccio robotico che "regge" la fotocamera. Insomma un'"anomalia" mica da poco.

L'ipotesi complottista vorrebbe che la NASA abbia diffuso una foto di Curiosity scattata da qualcuno dello staff (ovviamente facente parte del "cover up") con una macchinetta terrestre, sul "classico" (e ormai consueto) set cinematografico. Magari costruito a fianco di quello dell'allunaggio. Dato che la NASA di solito sembrava "mettercela tutta" per alimentare queste voci, si pensi ai "lost tape" della Missione Apollo , questa volta ha deciso di tagliare corto pubblicando "le prove". La NASA spiega in un articolo ricco di particolari "come" è stato ricavato l'autoscatto (e cioè tramite una vera e propria "coreografia" della fotocamera) pubblicando addirittura un autoritratto similare di Curiosity quando era ancora in laboratorio. In sintesi, l'Agenzia spaziale statunitense spiega come la foto sia in realtà un mosaico di 55 fotografie catturate dalla Mars Hand Lens Imager (MAHLI) riportando il fatto che il braccio robotico non sia visibile sulla foto-mosaico per il fatto che, negli gli scatti delle 55 immagini, il braccio era per lo più "fuori campo". Il mix dei dati fotografici hanno quindi "coperto" le tracce rimanenti dell'asse del MAHLI (e detto così sa già di complotto), come in una sorta di effetto "timbro" di photoshop.

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