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Antares: esploso anche Drain Brain, l'esperimento sulla CCSVI nello Spazio

Esplode in Virginia (Stati Uniti) il razzo vettore Antares, che doveva lanciare in orbita il modulo cargo Cygnus, per la missione CRS-3, al cui interno c'erano i rifornimenti per gli astronauti a bordo della ISS (Stazione Spaziale Internazionale). Oltre al cibo, andati perduti anche due esperimenti sui quali dovrà lavorare Samantha Cristoforetti, tra cui Drain Brain, il progetto guidato dal professor Paolo Zamboni, scopritore dell'Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI), ritenuta possibile concausa di malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla.

La notte sulla Virginia (Stati Uniti) si illunima a causa dell'esplosione del razzo vettore Antares, realizzato dalla società privata americana Orbital Sciences Corporation per conto della NASA. Il razzo è esploso pochi secondi dopo il distacco dalla sua piattaforma di lancio dal poligono spaziale di Wallops, in Virginia. Sul razzo nessuna persona a bordo, poiché Antares doveva lanciare in orbita il modulo cargo Cygnus, per la missione CRS-3 (Commercial Resupply Services 3), al cui interno c'erano i rifornimenti per gli astronauti a bordo della ISS (Stazione Spaziale Internazionale). Tutto il carico, ovviamente, è andato distrutto. Sarà la russa Soyouz, quindi, ad inviare cibo e materiali agli astronauti. A bordo di Cygnus c’erano anche diversi apparati scientifici, compresi due esperimenti, dei nove in totale, sui quali dovrà lavorare Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana, il cui lancio per la "Spedizione 42" sulla ISS è in programma per il 23 novembre. L'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) comunica di aver già attivato con la NASA "tutte le procedure necessarie per assicurare la ripianificazione di due dei nove esperimenti destinati alla missione Futura di Samantha Cristoforetti". L'ASI spiega che l'hardware andato perduto nell’esplosione di Orbital 3 apparteneva ai due esperimenti italiani Wearable Monitoring e Drain Brain. Il primo è dedicato allo studio dell’attività cardiaca degli astronauti durante il sonno, mentre l’altro è uno strumento, non invasivo, di monitoraggio del flusso venoso in condizioni di microgravità. Drain Brain infatti è il progetto guidato dal professor Paolo Zamboni, scopritore dell'Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI), ritenuta possibile concausa di malattie neurodegenerative come la sclerosi multipla.

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