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Clinica degli orrori a Isernia: 13 arresti, anche sindaco di Montaquila

I NAS di Campobasso, Napoli, Bari, Salerno e Foggia hanno messo agli arresti domiciliari 13 persone per maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni, percosse ed abbandono di persone incapaci, tutti coinvolti in una indagine su una clinica degli orrori a Isernia. Arrestato anche il sindaco di Montaquila, titolare della Residenza Sociale Assistenziale per anziani e malati psichiatrici.

Dalle prime ore della mattinata, 30 Carabinieri dei NAS di Campobasso, Napoli, Bari, Salerno e Foggia con il supporto dei colleghi dell'Arma territoriale hanno dato esecuzione nelle Province di Isernia e Campobasso a 13 ordinanze cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Isernia, su richieste di questa Procura, con le quali sono stati disposti gli arresti domiciliari per un medico neurologo/neuropsichiatra, titolare di una Residenza Sociale Assistenziale per anziani e malati psichiatrici della provincia di Isernia, (nonché sindaco di Montaquila) e per infermieri ed operatori socio-sanitari per aver sottoposto i pazienti e gli ospiti in modo sistematico e continuato a maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni, percosse ed abbandono di persone incapaci. Il vasto quadro probatorio ricostruito dai Carabinieri coinvolge però a vario titolo 32 persone tra medici, fisioterapisti, operatori sanitari, sociali ed amministrativi della residenza assistenziale tutti indagati per le gravi condotte a danno di incapaci ed anziani indifesi.

A rendere nota la notizia gli stessi NAS che, attraverso il Ministero della Salute, spiegano che l'esecuzione delle misure restrittive giunge a conclusione di una prolungata e articolata attività di indagine avviata un anno fa a seguito della segnalazione di condizioni di costrizione fisica e psicologica imposta agli ospiti/pazienti della struttura assistenziale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Isernia. I NAS chiariscono che attraverso attività ed accertamenti tecnici i Carabinieri sono riusciti quindi "a provare in modo incontrovertibile" le segregazioni e i maltrattamenti a cui venivano sottoposti gli ospiti da parte di infermieri ed operatori socio-sanitari della clinica. Il Ministero della Salute sottolinea che la residenza assistenziale autorizzata per assistenza socio-sanitaria agli anziani in realtà ospitava anche giovani (dai 25 ai 40 anni) affetti da malattie psichiatriche e neurologiche con una capacità ricettiva accertata - oltre 180 ospiti/pazienti - superiore a quella autorizzata.

Quella che viene descritta è una vera "clinica degli orrori": gli anziani con un età media di circa 75/80 anni, alcuni dei quali affetti da patologie anche invalidanti come l'Alzheimer e, quindi, non autosufficienti e i malati psichiatrici venivano chiusi a chiave e sedati per tutta la giornata senza possibilità di uscire dalle proprie stanze; atti completamente denudare e messi in fila nel corridoio per accedere alle docce e servizi igienici in violazione della loro dignità; alcuni contenuti ai letti a mezzo di lacci per impedire loro qualsiasi movimento; percossi se non ottemperavano alle disposizioni impartite; fatti dormire, alcuni, su letti privi di materassi o su lenzuola sporche di escrementi in stanze insudiciate. Gli ospiti anziani e i malati psichiatrici vivevano in promiscuità pagando una retta mensile di 1.200,00 euro al titolare della struttura.

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