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MotoGP 2013: RAI Motomondiale a rischio. Appello FMI per ripensamento

La Rai interrompe la trattativa con Dorna. Il rischio è che, nonostante il canone, la RAI possa "bucare" uno degli sport più seguiti dagli italiani. Appello del presidente FMI: "trovare una soluzione per continuare ad offrire un servizio indispensabile".

Nella pubblicità sul rinnovo del canone Rai si vedono dei televisori usati come ghiacciaia, come teatrino dei burattini, come cuccia per il cane e, in definitiva, come una qualsiasi scatola che, da un lato, ha un vetro trasparente. Il fatto che in queste "scatole" non vi sia più il "sintonizzatore" televisivo non pare "impensierire" i pubblicitari che, nello spot del canone Rai 2013, ribadiscono come "qualunque cosa tu faccia con il tuo televisore il canone è un'imposta obbligatoria legata al suo possesso". In coda allo spot la RAI però rassicura che per 113,50 euro la televisione pubblica offre 14 canali in chiaro "davvero al servizio di tutti". Da questa offerta "irrifiutabile" (in quanto "obbligatoria") potrebbe però sparire il MotoGP. Ma d'altro canto la Rai, si sa, non è più "di tutto, di più" come recitava il vecchio slogan. E' di questi giorni la notizia che l'offerta sportiva RAI potrebbe "privarsi" di Valentino Rossi e compagnia rombante, e per seguire il Motomondiale ci si dovrebbe rivolgere alla concorrenza, ovviamente criptata e a pagamento. Pare che la RAI abbia infatti interrotto le trattative con Dorna Sports (la società di base a Madrid che detiene i diritti per il MotoGP) per l'acquisto dei diritti TV del Motomndialie 2013. Se la notizia fosse confermata, e la trattativa (come è successo negli scorsi anni) non riprendesse, uno degli sport più seguiti in Italia potrebbe essere di fatto "tolto" dal "piacere" di pagare il canone Rai.

La Federazione Motociclistica Italiana scrive, a firma del suo Presidente Paolo Sesti una lettera aperta ai vertici RAI "sui diritti televisivi del Motomondiale 2013". "La recente notizia dell'interruzione delle trattative fra Dorna e RAI per l'acquisizione dei secondi diritti Tv del Motomondiale è un segnale di allarme e di sconcerto per tutto il mondo delle due ruote a motore - si legge nella lettera -. Sarebbe una perdita grave per l'istituzionale servizio pubblico che, dal 2002, offre una copertura televisiva e radiofonica di fondamentale completamento e competenza". Paolo Sesti della FMI quindi fa un appello: "A nome di tutta la Federazione Motociclistica Italiana e di tutti gli appassionati di motori, esorto i vertici di Rai Sport a trovare una soluzione per continuare ad offrire un servizio indispensabile nell'approfondimento e nel supporto e non solo perché il motociclismo è uno degli sport più seguiti in Italia. Il mondo della moto è passione, ma anche energie umane e lavorative, è prestigiosa tradizione italiana ed è anche un importante investimento per il futuro con i tanti giovani piloti impegnati ai massimi livelli. Auspico quindi in un ripensamento da parte dei vertici RAI per poter continuare a seguire servizi ed approfondimenti sia televisivi che radiofonici sul Motomondiale, massima espressione del nostro Sport".

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