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Mostra del cinema di Venezia 2016: dopo il film c'è chi chiede "Ridateci i soldi"

Di nuovo al via l'iniziativa del Codacons 'Ridateci i soldi' in occasione della Mostra del cinema di Venezia.

"In Italia, ormai, quasi nessuno continua a coltivare il genere della recensione tagliente, sapida, irriverente, della 'stroncatura' documentata ma incurante delle buone maniere, refrattaria a ogni galateo da letterati. La critica cinematografica, ormai, è un mestiere d'élite, di mandarini che si rivolgono a un uditorio proibito, lontano, autoreferenziale; un mestiere da educande, di cortesie reciproche e modi gentili, che ha smarrito da tempo la sua funzione sociale. Soprattutto perché la gran parte dei film sono prodotti dalla TV, che ovviamente non può che incensarli a prescindere dal reale valore delle opere. Quello che abbiamo perso, però, ha un valore immenso" osserva in un comunicato del Codacons, in riferimento alla Mostra del cinema di Venezia.

L'associazione dei consumatori spiega: "La critica 'dal basso', indipendente e autarchica, è una risorsa smarrita, una possibilità in meno - per il pubblico - di confrontarsi criticamente con i prodotti cinematografici che è chiamato a consumare: come se lo spettatore dovesse accontentarsi di una fruizione silente e passiva, limitarsi a una valutazione segreta e personale, e lasciare ad altri la libertà di valutare, contestare, assolvere pubblicamente le pellicole che il nostro cinema propone a getto continuo."

"È ora di cambiare le cose. 'Ridateci i soldi' è il nome di un'iniziativa, ormai un cult, che da 20 anni il Codacons organizza nel corso del Festival del cinema di Venezia. - si rivela quindi - L'Associazione intende ribaltare il quadro, mettendo a disposizione dei visitatori del Festival una apposita area al Lido (gestita da Gianni Ippoliti)."
"Qui, finalmente, i cittadini godono di uno spazio esclusivo - una bacheca aperta a tutti - dove esercitare il proprio potere: possono esporre e pubblicare le proprie opinioni non solo su film, attori e registi in concorso, ma anche sulla mostra stessa e più in generale sullo stato del cinema nostrano" si prosegue.

"Una provocazione leggera e intelligente a tutto vantaggio della democrazia - si descrive -, con una sola regola: il sovrano incontrastato è (sempre) il pubblico, e nessun altro. Critiche, commenti, battute e 'stroncature' riempiono rapidamente la bacheca e possono essere lette da chiunque - turisti e visitatori in primis - e poi riprese, fotografate, pubblicate sul web e sui social network, condivise. Ogni anno il commento più divertente e brillante, più efficace e irriverente, viene individuato da una apposita commissione dell'Associazione (capitanata da Gianni Ippoliti) e premiato con la 'Coppa Codacons' - una scultura realizzata dall'artista Ferdinando Codognotto. E da quest'anno, spazio anche a un nuovo premio, 'Non essere cattivo', dedicato al film dell'anno scorso che - secondo gli spettatori - avrebbe dovuto trovarsi in concorso, e invece è stato inspiegabilmente escluso."

"Il valore di partecipazione democratica che questa iniziativa garantisce è sotto gli occhi di tutti, e non è un caso se - mentre tanti paludati opinionisti dibattono fra loro - il premio 'Ridateci i soldi' raccoglie da anni ampio consenso da parte del pubblico. Sono oltre 10mila, infatti, i commenti raccolti nell'area allestita al Lido dalla prima edizione del concorso fino a quella del 2015. I cittadini, insomma, meritano più spazio - e lo sanno. - si sottolinea infine - Lo scopo di 'Ridateci i soldi', da questo punto di vista, è chiaro: rappresentare il diritto dell'utente del cinema di esprimere democraticamente il proprio pensiero sulle opere cinematografiche, garantire e ribadire il diritto dei cittadini a esprimere a 360 gradi la propria opinione. A oggi, infatti, si tratta di un diritto riservato ai critici di professione, che godono di (troppo) ampio spazio sui media. Uno spazio che bisogna assolutamente riequilibrare, con la collaborazione di tutti i mezzi d'informazione che vorranno supportare questa iniziativa; restituendo agli spettatori la libertà d'irridere, e sorridere, insieme."

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