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Morgan: in esilio anche senza la droga

Morgan rilascia un'altra intervista al vetriolo affermando che "se non era la droga, avrebbero trovato un altro motivo" per cacciarlo. Per il cantante, infatti, tutto lo scandalo montato dopo le sue dichiarazioni sulla cocaina sono servite semplicemente per una "normalissima pulizia".

Morgan rilascia un'altra intervista al vetriolo, questa volta al settimanale "L'espresso" in edicola oggi. Dopo aver spiegato in mille modi diversi le sue dichiarazioni sulla cocaina, ora Morgan torna a dire la sua, affermando che "se non era la droga, avrebbero trovato un altro motivo" per cacciarlo. Per il cantante, infatti, tutto lo scandalo montato dopo le sue dichiarazioni a Max sono servite semplicemente per una "normalissima pulizia", orchestrata per escluderlo dal Festival di Sanremo e anche dal talent show di Rai 2 X Factor, perché era "libero e il pubblico stava con me", ammette candidamente.
Per Morgan, infatti, una frase come "ne esistessero di antidepressivi come la cocaina" rilasciata a Max non può veramente "far saltare una carriera". Il motivo vero andrebbe invece ricercato, secondo il cantante, nel fatto di essere stato uno dei fondatori del "Manifesto dei Concordi", insieme a Stefano Bonaga, Margherita Hack e Mimmo Calopresti.
Insomma, Morgan è stato messo "in esilio" perché lui, attraverso il Manifesto, "dice cose forti, che pochi in Italia oggi hanno le palle di dire".
E dopo forse aver tante volte cercato di calmare le acque in questi mesi ed essere andato persino da Bruno Vespa per scusarsi perché gli avevano promesso che "se l'avessi fatto sarei tornato a Sanremo" (come si può leggere sempre nell'intervista de "L'espresso" in edicola oggi) ora Morgan sembra rivestire quei panni che molti hanno cercato di strappargli di dosso.

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