le notizie che fanno testo, dal 2010

Proteste contro Mondiali 2014 perché "il Brasile è in mano alla Fifa"

Continuano le proteste in Brasile contro i Mondiali 2014 anche se "chi si ostina a contestare rischia di essere arrestato come terrorista" sottolineano i missionari di Nigrizia, denunciando: "Il Brasile è in mano alla Fifa e vive sotto la dittatura del pallone. A farne le spese sono i più poveri". I Mondiali 2014 rischiano quindi comunicare ben poco quei "valori che aiutano a costruire una società più pacifica e fraterna" come ha auspicato Papa Francesco.

Perché parte del Brasile protesta contro i Mondiali 2014? Mentre Papa Francesco considera "lo sport uno strumento per comunicare i valori che promuovono il bene della persona umana e aiutano a costruire una società più pacifica e fraterna", il mensile Nigrizia (rivista italiana dei missionari comboniani dedicata al continente africano) denuncia come il Brasile sia "in mano alla Fifa. - sottolineando - Da quando, nel 2007, è stato scelto come sede ufficiale dei Mondiali di calcio del 2014, il colosso latino-americano ha trasferito la sovranità nazionale alla potente organizzazione calcistica e vive sotto la dittatura del pallone. È andato letteralmente in palla. A farne le spese sono i più poveri, espulsi prima ancora che le nazionali scendessero in campo. Oltre 200.000 persone sono state rimosse con la forza per fare spazio ai Mondiali".

Il mensile Nigrizia, come riporta l'agenzia di stampa Misna, avverte che "un vero piano di guerra è stato messo a punto per garantire la pace durante le partite. Truppe della polizia e dell’esercito, fortemente armate, occupano le favelas per imporre la pace armata. Leggi che criminalizzano i movimenti popolari sono state approvate in tempo record dal Parlamento. Chi si ostina a contestare rischia di essere arrestato come terrorista. Operazioni di pulizia urbana ripuliscono le strade del centro e le zone frequentate dai tifosi, spazzando via barboni, tossicodipendenti e ragazzi di strada. - aggiungendo - I turisti non possono correre rischi. Poco importa se il prezzo da pagare è mettere in rischio la vita dei più poveri ed emarginati".

I Mondiali 2014 sembrano quindi lasciare poco spazio a quella "solidarietà" auspicata da Papa Francesco nel video messaggio trasmesso dalla tv brasiliana "Rete Globo" in occasione della giornata inaugurale della Coppa del Mondo, visto che, come spiegano i missionari di Nigrizia "per gonfiare il pallone della Fifa e le tasche degli imprenditori, il Brasile, ufficialmente, ha già investito 25 miliardi di reali, circa 11 miliardi di dollari", soldi che potevano essere invece investiti per migliorare la qualità della vita delle persone. E mentre c'è chi attende la squadra vincitrice di questi Mondiali 2014, "la Fifa, i gruppi patrocinatori, le multinazionali, le imprese edili brasiliane e l’industria del turismo - conclude Nigrizia - prima ancora del fischio d’inizio, hanno già fatto la festa con le ingenti somme di denaro che hanno succhiato dalle mammelle dello Stato".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: