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Uranio impoverito: su ricorsi processi Ministero Difesa non ha poteri, riferisce M5S

"Abbiamo appreso con stupore che il ministro della Difesa non ha poteri. Ad esempio, il Ministero imputato nei processi sull'uranio impoverito, quello stesso ministero quasi sempre condannato, non può decidere di NON ricorrere in appello perché l'ultima parola spetta all'Avvocatura dello Stato", rivela in una nota il MoVimento 5 Stelle.

"Un grande passo avanti per una vicenda lunga e dolorosa che dura ormai da 16 anni. La Commissione d'inchiesta sull'uranio impoverito ha fissato dei principi importantissimi che, ci auguriamo, diventeranno dispositivi di legge e ottenuti grazie all'apporto fondamentale del M5S. È stato un lavoro di gruppo al quale abbiamo contribuito con tutte le nostre forze" rivela in un comunicato il MoVimento 5 Stelle.

"La relazione approvata con 11 voti a favore e solo uno contrario modifica radicalmente la sicurezza sul lavoro e la tutela previdenziale delle forze armate. Tutto quanto riguarda le cause di servizio dei militari sarà, insomma, sottratto alla giurisdizione dell'amministrazione della Difesa e passerà all'Inail. Grazie al nostro lavoro abbiamo anche ottenuto che le tabelle previdenziali dell'Inail - che già dal 2008 contemplavano risarcimenti per malattie professionali dovute all'uranio impoverito in ambiente civile - siano riviste per la nuova tipologia di utente. È una svolta che va a incidere sul mondo della Difesa e apre un varco in un mondo generalmente chiuso e impenetrabile. Una giornata importante, nonostante un'audizione, quella del ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ci ha lasciati interdetti. Abbiamo infatti appreso con stupore che il ministro della Difesa non ha poteri. Ad esempio, il Ministero imputato nei processi sull'uranio impoverito, quello stesso ministero quasi sempre condannato, non può decidere di NON ricorrere in appello perché l'ultima parola spetta all'Avvocatura dello Stato" prosegue il M5S.

Si rende noto: "Incredibile! Ce lo ha detto proprio il ministro Pinotti e stentavamo a credere alle nostre orecchie! Non solo, la Pinotti in un primo momento ha assicurato che la vicenda Vacca - lo ricordiamo: la sentenza rivoluzionaria con la quale il ministero è stato condannato a pagare 1,8 milioni di euro alla famiglia di Salvatore Vacca, giovanissimo militare morto nel 1999 dopo la missione in Bosnia - deve concludersi qui, quindi lo Stato non deve appellarsi contro la sentenza di condanna arrivata in Corte d'Appello, poi fa marcia indietro affermando che il suo è solo un parere consultivo e che sarà l'Avvocatura dello Stato a decidere."

«Abbiamo poi chiesto che tutti i dispositivi di protezione individuale per rischi accertati e presunti vengano forniti ai militari che stanno per partire e che vengano rispettati i protocolli di vaccinazione», hanno sottolineato i membri M5S in Commissione d'inchiesta. «Ci aspettavamo un mea culpa che non è arrivato - ha incalzato il deputato Gianluca Rizzo, M5S - Troppe le omissioni e il nascondersi dietro la burocrazia e l'aver operato in conformità alla legislazione. Le stesse leggi e gli stessi gerarchi che hanno causato più di 300 morti e migliaia di ammalati».

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