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Tommaso Currò lascia. M5S perde pezzi e voti, anche per il Quirinale

Dopo l'intervento di Matteo Renzi a Montecitorio per la presentazione della relazione sulle politiche UE in vista del prossimo Consiglio europeo del 18 dicembre, il deputato del MoVimento 5 Stelle Tommaso Currò annuncia di abbandonare il gruppo ed elogia l'operato del governo. Il M5S continua a perdere pezzi e voti, anche in vista delle prossime elezioni per il Quirinale.

Questa mattina a Montecitorio Matteo Renzi ha presentato la sua relazione sulle politiche UE in vista del prossimo Consiglio europeo del 18 dicembre, l'ultimo del semestre italiano. A sorpresa, ma non più di tanto, il deputato del MoVimento 5 Stelle, Tommaso Currò, annuncia in Aula l'abbandono del gruppo ed il voto favorevole alla risoluzione della maggioranza. Durante il suo intervento, Tommaso Currò critica l'operato del M5S in questi mesi mentre eloga quello del governo:
"Da un lato c'è chi si assume la responsabilità di governare il Paese e dall'altro chi tenta di risolvere la crisi esclusivamente con atteggiamenti pregiudizievoli per la stabilità delle istituzioni della Repubblica. C'è chi intende migliorare le regole per un Europa più equa e più giusta e chi propone alleanze con la destra populista di Farage, predicando una deleteria uscita dall'euro". Currò denuncia: "Con il 25% del consenso elettorale dovevamo contribuire a risolvere i problemi del Paese e rendere l'Italia più competitiva nello scenario internazionale. Invece, nonostante il dissenso interno, abbiamo giocato alla delegittimazione ed alla distruzione senza alcuna forma di rispetto e di responsabilità". Infine, l'ex pentastellato chiarisce: "Voglio sentirmi sereno ed orgoglioso di lavorare per un progetto politico nel quale riconoscermi e attraverso il quale operare: oggi questa condizione in questo gruppo non c'è più". Matteo Renzi, riferendo anche in Senato, replica alle contestazioni che si sono alzate dai banchi del MoVimento 5 Stelle, sottolineando: "Il fatto che stiate perdendo pezzi ogni giorno non vi autorizza a interrompere, a urlare. Siamo solidali con voi, ma il vostro dovere è rappresentare chi vi ha votato. Le vostre urla sono il segno di una frustrazione che comprendiamo, e una risposta al fatto che milioni di elettori non vi votino più". Con la defezione di Tommaso Currò, infatti, salgono a 23 i parlamentari grillini che hanno lasciato i gruppi del MoVimento 5 Stelle di Camera e Senato dalle elezioni del 28 febbraio 2013, con una percentuale di perdite pari al 15% (da 163 a 140). Finora, le perdite maggiori il movimento di Beppe Grillo le ha registrate al Senato con 15 defezioni dai 54 componenti iniziali agli attuali 39 (-28% circa), che si traducono in voti che potrebbero potrebbero giocare un ruolo alle prossime elezioni per il Quirinale. Dopo l'abbandono di Tommaso Currò, il gruppo M5S alla Camera commenta così su Facebook: "A Tommaso auguriamo buona fortuna e tanti auguri per la sua carriera politica. - aggiumgendo - Certo, sarebbe stato più onesto dimettersi, considerando che Currò è stato eletto nelle fila del MoVimento 5 Stelle. Andrà a collocarsi nella posizione che più lo identifica, ovvero in mezzo agli altri 'onorevoli', perché il MoVimento Cinque Stelle non è fatto di persone come lui".

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