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Roma, Raggi sola rischia simbolo M5S. I tre diktat del direttorio M5S

Dopo le dimissioni del mini-direttorio romano, Virginia Raggi rischia di vedersi levato il simbolo del M5S. Per il momento Beppe Grillo evita una scelta che potrebbe rivelarsi controproducente, ma il direttorio nazionale pentastellato sembra aver imposto al sindaco di Roma almeno tre diktat.

Dopo che nel caso Muraro è stato coinvolto anche Luigi Di Maio, il minidirettorio scelto da Beppe Grillo e Casaleggio per aiutare Virginia Raggi nel delicato compito di governare Roma si dimette. Lo annunciano gli stessi componenti del minidirettorio Paola Taverna, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli, che in una post sul blog di Beppe Grillo ricordano che in Campidoglio "sono stati mesi intensi e difficili: mesi nei quali il nostro apporto è stato di primaria importanza, in particolare, per l'individuazione della Giunta e per avviare la complessa macchina amministrativa".

"Mesi in cui non sono mancati neanche i dibattiti interni e le divergenze di opinione ma sempre animate da uno spirito franco e costruttivo: non abbiamo mai omesso di esprimere con zelo e meticolosità il nostro punto di vista" precisano.

Paola Taverna, Fabio Massimo Castaldo e Gianluca Perilli chiariscono quindi: "Oggi quella macchina amministrativa è partita, le premesse e le condizioni iniziali sono venute meno ed è quindi giusto che ora proceda spedita esclusivamente sulle sue gambe". Compresa Virginia Raggi.

Ed infatti, secondo indiscrezioni stampa, alla Raggi il direttorio (quello nazionale) e Beppe Grillo avrebbero imposto tre condizioni pena la revoca del simbolo pentastellato. Già nella giornata di mercoledì 7 settembre, al sindaco di Roma sarebbe stato imposto il no netto entro 48 ore alle Olimpiadi 2024. Ed infatti oggi, puntale, arriva un post sul blog di Beppe Grillo che chiude di fatto la partita sui Giochi a Roma, anche se l'articolo non è firmato dalla Raggi ma da Elio Lannutti dell'Adusbef.

In secondio luogo, il direttorio avrebbe chiesto il ritorno di Marcello Minenna al Bilancio al posto di Salvatore De Dominicis. E nella giornata di ieri, Virginia Raggi su Facebook annuncia di aver "appreso che l'ex magistrato e già procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio in base ai requisiti previsti dal M5S non può più assumere l'incarico di assessore al Bilancio della giunta capitolina, pertanto di comune accordo abbiamo deciso di non proseguire con l'assegnazione dell'incarico".

Proprio di "comune accordo" non sembra però essersi trattato, visto che Salvatore De Dominicis (colpevole per i 5 Stelle di essere cliente dello studio Sammarco, gli avvocati di Previti) sulle pagine de La Repubblica afferma di essere vittima di un "complotto". "Quello non è un partito. Due stronzetti vogliono fottere Roma e la Raggi" avverte l'ex procuratore regionale della Corte dei Conti del Lazio, che precisa di non aver mai ricevuto un avviso di garanzia e che l'indagine riguarda una cosa di "due anni fa, archiviata. - aggiungendo - Chi mi attaccava ha rischiato di autocalunniarsi".

De Dominicis lamenta anche il fatto di aver saputo di non essere più assessore al Bilancio dai giornalisti, poiché Virginia Raggi non gli avrebbe neanche fatto una telefonata. "La politica non fa per loro. Ma quale codice d'onore. È un asilo infantile. Hanno perso un'occasione per dare una mano a Roma. Ha deciso il direttorio? Quattro che neanche hanno finito gli studi" attacca quindi l'ex magistrato.

Infine, il direttorio nominato da Beppe Grillo chiedeva anche di mettere da parte Raffaele Marra (direttore dell'ufficio per le politiche abitative del Campidoglio con Gianni Alemanno sindaco) e Salvatore Romeo (in Comune dal 1999 e riassunto dalla Raggi con stipendio triplo nella posizione di capo della segreteria). La Raggi alla fine sembra aver ceduto e Raffaele Marra dal ruolo di vice capo di gabinetto dovrebbe essere spostato a quello di capo del dipartimento del personale. A Salvatore Romeo invece dovrebbe essere tagliata qualche delega e pure lo stipendio che aveva fatto tanto infuriare i grillini.

Unica vittoria per la Raggi (se non si dimostrerà essere di Pirro) è l'aver resistito su Paola Muraro. Nella giornata di ieri però i Carabinieri sarebbero andati a prelevare altri documenti all'AMA.

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