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Rodotà candidato Quirinale M5S. E' per depenalizzazione eutanasia

Beppe Grillo dal suo blog annuncia che Stefano Rodotà è il candidato per il Quirinale del MoVImento 5 Stelle, dopo la rinuncia di Milena Gabanelli e Gino Strada. Un nome che potrebbe mettere in difficoltà il PD, ma anche molti cattolici. Il candidato M5S come nuovo Presidente della Repubblica è infatti per la depenalizzazione dell'eutanasia.

Dal suo blog Beppe Grillo annuncia che il MoVimento 5 Stelle voterà domani, come proprio Presidente della Repubblica, Stefano Rodotà, arrivato terzo (non si sa con quanti voti) alle Quirinarie pentastellate. Milena Gabanelli di Report ha infatti rinunciato a candidarsi come Presidente della Repubblica, e anche Gino Strada di Emergency, secondo classificato. Stefano Rodotà ha invece accettato di diventare il candidato del MoVimento 5 Stelle, e da domani a Montecitorio verrà votato dai pentastellati che mirano a farlo eleggere nuovo Capo dello Stato. La "tattica" del M5S appare ora chiara, e cioè quella di far convergere i voti del PD sul ex primo Presidente del PDS. Stefano Rodotà, infatti, non è esattamente quell'uomo così "estraneo alla politica" che ricercava (o diceva di voler ricercare) il MoVimento 5 Stelle. Anche solo leggendo la sua biografia su Wikipedia, si comprende perché Stefano Rodotà possa mettere in difficoltà il Partito Democratico, visto che nel 1989 fu Ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal PCI di Achille Occhetto, ma già 10 anni prima fu eletto come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano. Dopo la rielezione nel 1983 con la Sinistra Indipendente, nel 1992 approda di nuovo a Montecitorio e diviene, con il PDS, vice presidente della Camera dei deputati, chiamato a far parte della nuova Commissione Bicamerale. Oscar Luigi Scalfaro, eletto al Quirinale, lascia proprio a Rodotà la presidenza della Camera, ma finita la legislatura il giurista non si ricandida. Stefano Rodotà è stato inoltre il primo Presidente dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali (Garante della privacy), dal 1997 al 2005, e nel 2010 ha proposto di di aggiungere l'articolo 21 bis in Costituzione, norma che avrebbe dovuto sancire che "tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale". Forse anche per questo motivo, Stefano Rodotà sembra piacere tanto al MoVimento 5 Stelle e a Beppe Grillo, che nel suo programma chiede la "cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano".

In questi giorni si è molto dibattutto sulla figura del nuovo Presidente della Repubblica, che come sempre oltre ad avere un alto profilo politico, dovrebbe godere di uno spiccato prestigio internazionale. Infine, e non in ordine di importanza, il Presidente della Repubblica deve rappresentare tutto il popolo italiano. Il fatto quindi che Stefano Rodotà sia Socio Onorario di "Libera Uscita", una associazione che ha tra i suoi scopi la depenalizzazione dell'eutanasia, potrebbe non trovare consensi in tutto il Paese, soprattutto tra i cattolici. L'associazione infatti "si propone di contribuire a portare avanti in Italia il dibattito sulla libertà di scelta nel fine vita, e cioè sulla possibilità per gli esseri umani di aiutare altri che lo chiedono, a mettere fine - in caso di condizioni di grande sofferenza e in uno stato di gravi menomazioni rispetto ad una minima autonomia di autogestione e autosufficienza - alla propria esistenza" poiché convinta "che all'uomo debba essere riconosciuta la libertà e il diritto di fare la scelta fondamentale tra vivere o morire", come si legge sul loro sito.

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