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Riforma del Senato, M5S: ghigliottina viola art. 72 della Costituzione

Dure le accuse che il MoVimento 5 Stelle rivolge al governo e al Capo dello Stato, dopo l'annuncio della "ghigliottina" in merito al voto sulla riforma del senato. Il M5S afferma che "in questo modo il governo viola l'articolo 72 della Costituzione" mentre Beppe Grillo denuncia: "Il regista di questo scempio è Napolitano".

"Ci sono voluti tre anni di dibattito per arrivare alla nostra Costituzione. Ora in piena estate, in sole 115 ore vogliono stravolgere tutto. Il governo Renzi ha imposto la 'ghigliottina' che taglia i tempi per la discussione sulla contro-riforma" denunciano in una nota i gruppi M5S di Camera e Senato, commentando il fatto che l'esecutivo ha importo come termine ultimo per la dicussione della riforma del Senato l'8 agosto. Il MoVimento 5 Stelle quindi denuncia: "In questo modo il governo viola l'articolo 72 della Costituzione il quale prevede che: 'La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale'. - aggiungendo - Renzi ha ordinato: Abolite le elezioni per il Senato (ma non il Senato)! Raddoppiate le firme per i referendum! Quintuplicate quelle per presentare le leggi d'iniziativa popolare! Più potere al Presidente del Consiglio e Governo e meno al Parlamento e cittadini! Il tutto in una Camera che, se l'Italicum non verrà modificato, continuerà ad essere di soli nominati dai partiti. Da oggi, con il Patto del Nazareno Renzi-Berlusconi, l'Italia cambia verso... in peggio. Ancora più potere alla Casta sempre meno ai cittadini. Non lo permetteremo".

Molto più pesante Beppe Grillo, che in un post sul suo blog attacca: "Un Parlamento votato con una legge incostituzionale, un presidente della Repubblica che nomina come e peggio di un monarca tre presidenti del Consiglio senza passare dalle elezioni, un patto per cambiare la Costituzione di cui nessuno sa un beneamato cazzo (sic) fatto con un pregiudicato. Ora si vuole eliminare il Senato elettivo inserendovi i gerarchetti locali dei partiti e una Camera di nominati. Questo si chiama colpo di Stato. Mussolini ebbe più pudore. non lo chiamò 'riforme'. - e afferma - Il regista di questo scempio è Giorgio Napolitano che dovrebbe almeno per pudore istituzionale dimettersi subito e con il quale le forze democratiche non dovrebbero avere più alcun rapporto. Il M5S non terrà d'ora in poi alcun contatto con un uomo che ha abdicato al suo ruolo di garante della Costituzione. Si spera che anche altre forze politiche si associno e lo isolino prima che sia troppo tardi, prima del buio a mezzogiorno. La via d'uscita da questa situazione è rappresentata da nuove elezioni, la legge c'è. E' quella emendata dalla Corte Costituzionale, con le preferenze e senza un abnorme premio di maggioranza. Il M5S non ha paura di tornare alle urne per rilegittimare il Parlamento, anche domani se necessario. La minaccia di Renzie di nuove elezioni è una pistola scarica e lui lo sa".

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