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Riforma Rai arriva a Strasburgo. M5S: Italia come Polonia, UE intervenga

Oggi il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico è a Strasburgo insieme ai europarlamentari del MoVimento 5 Stelle per incontrare la stampa e discutere della riforma Rai. Per il M5S la riforma della Rai varata dal governo Renzi è simile a quella della Polonia che "presenta le caratteristiche di un colpo di Stato" come ha dichiarato Martin Schulz. Per questo motivo il M5S chiede all'UE di intervenire sull'Italia.

Oggi il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico è a Strasburgo insieme ai europarlamentari del MoVimento 5 Stelle per incontrare la stampa e discutere della riforma Rai. Fico spiega infatti: "La Polonia ha approvato una legge sui media che ha, giustamente, suscitato indignazione in tutta Europa poiché potrebbe mettere a rischio il principio e gli equilibri democratici nel Paese. Nonostante alcune evidenti differenze, soprattutto legate al contesto politico, la riforma polacca presenta numerose analogie con la legge italiana che ha ridisegnato la governance del servizio pubblico. La più lampante, e più preoccupante, è la nomina dei vertici della televisione pubblica da parte del governo, un punto che noi abbiamo denunciato sin dal primo istante".

"Il premier nominerà direttamente l'ad della Rai e, grazie agli effetti di una legge elettorale come l'Italicum, quattro se non addirittura tutti i consiglieri di amministrazione saranno espressione della maggioranza parlamentare" precisa Fico. "Secondo le nuove regole volute da Renzi sei consiglieri su sette possono appartenere al partito di governo" evidenziano anche gli europarlamentari M5S, denunciando: "Questo si chiama colpo di Stato. - ed osservano - La cosiddetta intellighenzia di sinistra che con Silvio Berlusconi scendeva in piazza oggi, invece, si è appecorata. Siamo passati da Raiset a Renziset, dagli editti bulgari alle riforme polacche".

Fico sottolinea come la Commissione europea abbia "acceso un faro sulla Polonia" e per questo il pentastellato chiede che "l'attenzione delle istituzioni europee venga rivolta anche sulla nuova legislazione italiana, il cui impianto - dichiara - mina l'indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo e quindi appare incompatibile con il principio della libertà di espressione sancito a livello europeo".

Gli europarlamentari 5 Stelle ricordano: "Il Commissario tedesco Gúnter Oettinger ha minacciato la Polonia di sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio europeo per violazione grave dei principi europei. Il Parlamento europeo ha accusato il governo polacco di attentare alla libertà dei media e al pluralismo dell'informazione. Il Presidente Martin Schulz ha affermato che 'ciò che sta accadendo in Polonia presenta le caratteristiche di un colpo di Stato ed è drammatico' ". Per tutti questi motivi, il MoVimento 5 Stelle chiede all'Europa di essere "coerente" e di alzare la voce anche "nei confronti dell'Italia che oggi nega libertà e diritti fondamentali scritti nei Trattati".

Il MoVimento 5 Stelle ha quindi "portato il caso al Parlamento europeo di Strasburgo chiedendo l'applicazione dell'articolo 7 del Trattato sull'Unione europea che dispone una procedura di natura politica in caso di 'evidente rischio di violazione grave' dei valori europei e un meccanismo sanzionatorio in presenza di una 'violazione grave e persistente da parte di uno Stato membro' ".

Gli europarlamentari chiariscono: "La Rai, proprio per il servizio pubblico che le è stato affidato, deve essere sottoposta a determinate regole che garantiscano l'indipendenza dal potere esecutivo, nonché la qualità dei servizi offerti ai cittadini costretti a pagare il canone infilato a loro insaputa nella bolletta della luce. - aggiungendo - Il canone viene utilizzato come un rubinetto: si apre se la Rai è prona al governo, si minaccia di chiudere se è indipendente". "Con la riforma Rai, ci allineiamo alle peggiori esperienze europee nel settore dell'informazione pubblica" avverte nel corso della conferenza stampa a Strasburgo il Presidente della Commissione di Vigilanza Rai.

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