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Paola De Pin lascia M5S, emorragia continua. Beppe Grillo chiama dissidenti Currò e Pinna

Continua l'emorragia nel MoVimento 5 Stelle, come la chiama il capogruppo M5S al Senato Nicola Morra. La senatrice pentastellata Paola De Pin lascia il M5S dopo l'espulsione di Adele Gambaro, spiegando: "Temo che questo episodio porti all'autocensura dei parlamentari 5S". A cercare di tamponare la ferita, sembra pensarci Beppe Grillo che avrebbe chiamato, come vogliono le indiscrezioni, i dissidenti Tommaso Currò e Paola Pinna.

"Dopo una lunga e sofferta riflessione annuncio la mia uscita dal Movimento 5 Stelle. Desidero, inoltre, manifestare la mia piena solidarietà alla senatrice Adele Gambaro. E' evidente che le critiche da lei sollevate, giuste o sbagliate che fossero, avevano un carattere politico e non meritavano né la reazione che hanno provocato, né, tanto meno, la successiva gogna mediatica". Inizia così la lettera di dimissioni della senatrice pentastellata Paola De Pin. Il M5S continua così a perdere pezzi, ma chi rimane non sembra preoccuparsi troppo dei numeri, forse non soffermandosi troppo sul fatto che anche per fare opposizione qualche numero serve ancora. Sono ormai 5 i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, a circa 4 mesi dalle elezioni, che passano al gruppo misto, chi volontariamente, come la Paola De Pin e i tarantini Vincenza Labriola e Alessandro Furnari, e chi perché espulso, come Marino Mastrangeli e Adele Gambaro. E proprio sul caso Gambaro Paola De Pin si sofferma, scrivendo: "Il processo politico avvenuto in questi giorni - culminato con la decisione degli attivisti in rete di convalidare la sua espulsione dal Movimento 5 Stelle - mi ha lasciato una profonda ferita. - e spiega - Ritengo che il dissenso, e la possibilità di esprimerlo, siano necessari e rappresentino l'essenza del dibattito democratico".

Paola De Pin sottolinea infatti che "il pericolo adesso è che nessuno voglia esprimere il proprio disaccordo per la paura delle conseguenze. Temo pertanto che questo episodio porti all'autocensura dei parlamentari 5S. Non bisogna mai avere paura di esprimere le proprie opinioni. Se questo timore dovesse esserci, non vivremmo più in una democrazia, ma in un altro sistema, molto più oscuro e pericoloso. Se adesso facessimo calare un velo di omertoso silenzio verso questa scellerata decisione di espellere un parlamentare, solo per aver espresso delle opinioni non gradite, staremmo violando non solo i principi del Movimento 5Stelle, ma anche quelli, ben più importanti, della democrazia".

La senatrice pentastellata dimissionaria ammette quindi: "Sono consapevole che queste dichiarazioni rendono impossibile la mia permanenza nel M5S. Non ho nessuna difficoltà a riconoscere che la mia elezione a senatrice si deve allo sforzo e all'impegno di Beppe Grillo che ha saputo entusiasmare milioni di italiani che hanno votato il M5S. Con altrettanta franchezza però devo ammettere che gli atteggiamenti e la linea di condotta degli ultimi mesi rischiano di distruggere il lavoro di cinque anni, lasciando uno strascico drammatico di apatia e disillusione. Una responsabilità che io non posso e non voglio condividere. E' anche per questo, al di là delle motivazioni contingenti, che ho deciso, con molto dolore, la separazione dal Movimento. - aggiungendo - Mi riservo, inoltre, di presentare in futuro le mie dimissioni da senatrice. Fino a quando ciò non accadrà, porterò avanti lo stesso dentro il parlamento e nelle commissioni nelle quali sono presente, i valori del Movimento in cui continuo peraltro a credere".

Paola De Pin chiude sottolineando, forse perché ben conosce le reazioni dei suoi orami ex colleghi di partito: "Per evitare ogni speculazione riguardo alle diarie, annuncio che darò in beneficenza tutti i denari non spesi per ragioni di servizio, come già mi ero impegnata a fare di fronte agli elettori, all'Associazione Nostra Famiglia di Conegliano (Treviso) che si dedica alla cura e alla riabilitazione delle persone con disabilità, soprattutto in età evolutiva". Ed infatti, nel commentare le dimissioni di Paola De Pin, c'è chi nel M5S farebbe notare che le questa sono state annunciate a pochi giorni dal cosiddetto "Restitution day", quando i parlamentari pentastellati restituiranno la parte eccedente della diaria. Il capogruppo M5S al Senato Nicola Morra, invece, osserva che "questi annunci avvengono sempre in corrispondenza di altri importanti momenti che toccano il MoVimento, in questo caso a ridosso del ballottaggio a Ragusa". Morra dice di aver appreso dalle agenzie di stampa la fuoriuscita di Paola De Pin e conclude: "Ora dobbiamo capire se questo addio è il segno di una piccola emorragia, che si ferma da sé, oppure l'indice di una grande emorragia". A questo punto, quindi, il rischio è che il MoVimento 5 Stelle muoia dissanguato. A tamponare la ferita sembra che ci abbia pensato lo stesso Beppe Grillo, che stando ad indiscrezioni avrebbe telefonato a sorpresa, dopo l'espulsione di Adele Gambaro, i due dissidenti del MoVimento 5 Stelle più conosciuti, e cioè il deputato Tommaso Currò e la deputata Paola Pinna.

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