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Marino Mastrangeli espulso da MoVimento 5 Stelle. Ma quanto è legale?

Il senatore Marino Mastrangeli è stato espulso dal MoVimento 5 Stelle dopo una veloce votazione sul blog di Beppe Grillo. Ma Mastrangeli non rinuncia ad essere un pentastellato ed i suoi legali definiscono l'espulsione, così come è avvenuta, "invalida e illegittima".

Marino Mastrangeli è stato espulso dal MoVimento 5 Stelle, reo di non aver "evitato" i talk show come indicato dal Codice di comportamento eletti M5S in Parlamento. Come sempre, la votazione è avvenuta sul blog (privato) di Beppe Grillo, e non "sul portale del M5S" come scritto sul Codice di comportamento eletti del MoVimento 5 Stelle, quello che dovrebbe permettere la democrazia diretta. Portale che permetterebbe a tutti di constatare o meno la regolarità della votazione sulla espulsione del senatore Marino Mastrangeli dal MoVimento 5 Stelle, cosa che invece non sembra sia possibile verificare visto che i dati sono contenuti nel sito beppegrillo.it, e quindi consultabili presumibilmente solo dal proprietario e dagli amministratori. Già questo, potrebbe mettere in discussione la legittimità del voto, e quindi l'espulsione di Mastrangeli dal M5S. Inoltre, un altro dubbio potrebbe essere sollevato per il fatto che nel Codice di comportamento eletti M5S in Parlamento si chiarisce che la votazione per una espulsione deve essere effettuata "tra tutti gli iscritti", mentre Beppe Grillo ha fatto votare solo quelli "al 31 dicembre 2012 con documento digitalizzato". Inoltre, potrebbe far riflettere qualcuno il fatto che per conoscere i risultati delle Quirinarie ci sono voluti giorni, con tanto di dati certificati dalla società di certificazione internazionale DNV Business Assurance. I dati che decretano l'espulsione di Mastrangeli, invece, sono stati pubblicati poco dopo la chiusura delle votazioni.

Qualcuno poi potrebbe domandarsi: ma gli "iscritti" che hanno partecipato al voto sono quelli della "non Associazione" MoVimento 5 Stelle oppure alla Associazione MoVimento 5 Stelle? E soprattutto, potrebbe chiedersi qualcun'altro, Marino Mastrangeli viene espluso dalla non Associazione M5S o dalla Associazione M5S? Dal punto di vista legale, infatti, per essere espulso da qualcosa, prima devi farne parte. Ma "l'adesione" alla non Associazione MoVimento 5 Stelle, come da Non Statuto, "non prevede formalità maggiori rispetto alla registrazione ad un normale sito Internet" e "la partecipazione al MoVimento è individuale e personale e dura fino alla cancellazione dell'utente che potrà intervenire per volontà dello stesso o per mancanza o perdita dei requisiti di ammissione". E tra i "requisiti di ammissione" alla non Associazione MoVimento 5 Stelle non pare esserci quello di "evitare la partecipazione ai talk show televisivi". Se invece il senatore Marino Mastrangeli fosse socio della Associazione MoVimento 5 Stelle, quella con Presidente Beppe Grillo, la sua espulsione sarebbe dovuta forse passare prima da una Assemblea straordinaria, dove avrebbero potuto partecipare tutti i soci, tra cui quelli "sostenitori" che, da Statuto, sarebbero "gli aderenti al MoVimento 5 Stelle che abbiano votato in Rete i candidati del M5S da presentare alle elezioni politiche secondo le procedure pubblicate sul sito www.beppegrillo.it/movimento5stelle".

Ed infatti i legali di Marino Mastrangeli ritengono l'espulsione del loro assistito "invalida e illegittima". Anche Marino Mastrangeli si oppone e avverte: "Dovranno venire i commessi del Senato a portarmi via dal gruppo parlamentare e intendo che dovranno farlo fisicamente - chiarendo - Se mi porteranno via dal gruppo vorrà dire che da iscritto e da attivista del Movimento, potendo usare il logo, rappresenterò l'11,2% degli iscritti e nel Gruppo Misto creerò una nuova formazione che si potrebbe chiamare minoranza M5S". I legali del senatore pentastellato, spiegano inoltre: "Faremo ricorso e ci si riserviamo di procedere in tutte le opportune e competenti sedi giudiziarie" sottolineando come inoltre "la ratifica dell'espulsione in votazione oggi sul portale nazionale del M5S non è stata preliminarmente adottata a maggioranza dei componenti dei gruppi parlamentari Camera e Senato del M5S ai sensi del Codice di comportamento dei parlamentari del M5S e dell'articolo 12 dello Statuto del gruppo parlamentare Senato M5S".

Comunque si risolva tale situazione, che in una maniera o nell'altra contribuisce a svilire la politica, forse è davvero arrivato il momento di arrivare ad una seria riforma dei partiti, e dello Statuto che ne deve regolare la vita democratica, per attuare appieno l'articolo 49 della Costituzione.

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