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M5S su tetto Montecitorio perché "ci bocciano emendamenti". Il problema dell'opposizione

Il MoVimento 5 Stelle sale sul tetto di Montecitorio per protestare contro la riforma dell'articolo 138 della Costituzione perché i loro emendamenti verrebbero "bocciati per partito preso". Il M5S, d'altronde, non sembra ancora voler passare dall'opposizione al governo.

Il Movimento 5 Stelle, o meglio una sua delegazione, è salito ieri pomeriggio, per rimanerci tutta la notte, sul tetto del palazzo a Piazza Montecitorio ed ha esposto uno striscione con la scritta: "La costituzione è di tutti". L'iniziativa dei 5 Stelle nasce per protestare contro la riforma della Costituzione, nello specifico la modifica del suo articolo 138 che appunto stabilisce le regole per modificare la Carta. Dal suo blog, però, Beppe Grillo chiarisce immeditamente che "il M5S non è contrario a ogni riforma costituzionale". Infatti, l'obiettivo ultimo del MoVimento 5 Stelle sembra essere da sempre quello di cambiare la forma di governo da democrazia rappresentativa a democrazia diretta (anche se per il momento non è ancora chiaro a tutti "da chi"). Il problema del MoVimento 5 Stelle, spiega Beppe Grillo, è che "le riforme costituzionali che vogliono fare i partiti" andrebbero però a "togliere ulteriori poteri a un Parlamento già esautorato" per "conferirli nelle mani di pochi". In sostanza, continua Beppe Grillo dal suo blog, "un Parlamento di nominati, pieno zeppo di piduisti, in tempo di crisi e sotto ricatto di Berlusconi vuole modificare la Costituzione senza nemmeno rispettare le regole!".

La protesta dei pentastellati sopra Montecitorio, però, non è piaciuta alla Presidente della Camera Laura Boldrini che su Facebook scrive: "Occupare può essere una manifestazione di protesta di chi si sente escluso dalle sedi decisionali, non di chi, invece, ne fa parte a pieno titolo ed ha tutti gli strumenti necessari per opporsi e dissentire. - e aggiunge - Trovo veramente contraddittorio protestare per difendere la Costituzione violando la sede del Parlamento, cuore della democrazia, esponendo striscioni e bandiere di partito sulla facciata del palazzo in cui tutti devono sentirsi rappresentati. La manifestazione sui tetti rende molto più, in termini mediatici, che non l'azione parlamentare fatta secondo le regole previste dalla Costituzione. Senza contare i costi che tutto ciò comporta, dal momento che sarà necessario impegnare uomini e mezzi, giorno e notte, per garantire la sicurezza di chi vuole rimanere sul tetto".

Replica il pentastellato Luigi Di Maio su Facebook: "Volevo precisare che le funzioni della Camera sono intatte. L'Aula può lavorare e i Deputati questori hanno precisato in ufficio di Presidenza che questa protesta è costata ZERO per i fondi pubblici fino ad ora". Il capogruppo 5 Stelle alla Camera Riccardo Nuti invece precisa, sempre tramite Facebook: " Stiamo facendo questo perché fino a ieri non c'era una sola notizia sui giornali di ciò che stavamo discutendo in aula. Stiamo facendo questo perché qua dentro il parlamento é esautorato e un disegno di legge NON si può migliorare e i nostri emendamenti li bocciano per partito preso. Il lavoro che stiamo facendo qua dentro é importante, ma é altrettanto importante dimostrare la nostra INDIGNAZIONE nei confronti di un sistema che a suon di decreti legge e fiducia ha azzerato l'azione del parlamento. E non mi si parli di violazione istituzionale. Violazione non é qua sopra, ma qua sotto, stuprando la Costituzione e lasciando all'oscuro i cittadini".

La protesta del MoVimento 5 Stelle fuori dal Parlamento è sorta, sembra quindi di capire, perché dentro i pentastellati non hanno i numeri per far valere la loro proposte, visto che sono all'opposizione. Eppure, dopo le elezioni, i 5 Stelle avrebbero potuto governare, e quindi dettare la loro linea, con il PD di Bersani. Ed oggi potrebbero farlo con il PD di Letta. Ma nonostante qualche parlamentare 5 Stelle sembra che stia pensando seriamente di appoggiare il Partito Democratico se dovesse cadere il governo, Beppe Grillo dal suo blog rammenta ai grillini che nel "Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento liberamente sottoscritto pubblicamente da tutti i candidati PRIMA delle elezioni politiche per poter partecipare" c'è scritto che "i gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi".

Beppe Grillo forse dimentica che ogni parlamentare, però, viene eletto senza vincolo di mandato, e che se il M5S appoggiasse per esempio un Letta bis potrebbe contribuire "dare più potere ai cittadini" come scrive sul suo blog. Per il momento, invece, i pentastellati sembrano preferire far svolazzare gli striscioni.

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