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M5S: indagato Pizzarotti. Per i pentastellati ora ci si dimette caso per caso

"Tra guai giudiziari, espulsioni e dimissioni, i cinquestelle al governo hanno avuto problemi in 3 amministrazioni su 4", ricorda in una nota la parlamentare PD Giuseppina Maturani dopo che il sindaco di Parma Federico Pizzarotti del MoVimento 5 Stelle è stato indagato per abuso d'ufficio. Dopo questo ennesimo scandalo per i pentastellati però ci si dimette caso per caso.

"Tra guai giudiziari, espulsioni e dimissioni, i cinquestelle al governo hanno avuto problemi in 3 amministrazioni su 4. In una amministrazione su 3 arrivano la magistratura e le indagini" osserva in una nota l'esponente del PD Giuseppina Maturani dopo che il sindaco di Parma Federico Pizzarotti del MoVimento 5 Stelle è stato indagato per abuso d'ufficio (insieme all'assessore alla Cultura Laura Ferraris) per la nomina di Anna Maria Meo a direttore generale del Teatro Regio e di Barbara Minghetti consulente per lo sviluppo e i progetti speciali.

A stretto giro precisa Federico Pizzarotti su Facebook: "Oggi sul quotidiano locale è uscita la notizia di una indagine nei miei confronti, e da lì su tutti i giornali nazionali. - ricordando - Era già emerso ci fossero indagini in corso, rispetto alla notizia di mesi (..). Sono tranquillo, perché è un atto dovuto a seguito degli esposti del Partito Democratico. Sarà utile per chiarire la vicenda, con la Procura avremo il consueto atteggiamento collaborativo. Dico sin d'ora che non entrerò nella polemica politica dei botta e risposta, non utile a chiarire ma solo a confondere i cittadini e allontanarli dalla politica. Andiamo avanti, il mio impegno continua senza esitazione".

"Il buon Luigi Di Maio che, se non sbaglio, è il responsabile enti locali del partito, forse dovrebbe riflettere sul suo operato" sottolinea però Maturani, anche se l'esponente 5 Stelle ha già affermato che se Pizzarotti "ha agito contro i principi del M5S" gli verrà chiesto di fare un passo indietro. In tanti però hanno evidenziato come in passato, prima che le indagini cominciassero a colpire il MoVimento 5 Stelle, i pentastellati hanno più volte sostenuto che per far scattare le dimissioni bastava un avviso di garanzia. Appena lo scorso 25 febbraio proprio Luigi Di Maio su Twitter cinguettava infatti: "Alfano indagato per abuso d'ufficio. Le nostre forze dell'ordine non possono avere il loro massimo vertice indagato. Si dimetta in 5 minuti!".

Oggi invece Virginia Raggi, candidata a sindaco di Roma per il M5S, al Corriere live dichiara, commentando il caso Pizzarotti: "Noi riteniamo giusto e corretto che a seguito di un avviso di garanzia vengano comprese innanzitutto le motivazioni che stanno alla base. Poi se ci sono illegalità o contrarietà ai principi del movimento è giusto dimettersi. Ma attenzione: che gli avvisi di garanzia non vengano utilizzati come dei manganelli". Il deputato M5S Danilo Toninelli su Facebook invece cerca di scaricare addosso al Partito Democratico la responsabilità della vicenda scrivendo: "Ma vi rendete conto da chi giungono le accuse? Da quel PD grazie al quale a Roma è nata Mafia Capitale e da quella Lega che governa in Lombardia con un numero di indagati e arrestati per reati gravi che è a dir poco imbarazzante. - aggiungendo - È per questo che non possono fare altro che attaccarci e sperare che passi, nell'immaginario collettivo, il messaggio che il M5S sia uguale a loro".

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