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M5S: da Gambaro a Pinna. Botta e risposta Beppe Grillo-Pippo Civati

La senatrice Adele Cambaro sembra ad un passo dall'esplusione, in attesa del giudizio della "rete" che naturalmente si esprimerà sul blog di Beppe Grillo. Intanto, nel MoVimento 5 Stelle scoppia il caso della deputata Paola Pinna, mentre arriva il botta e risposta tra Beppe Grillo e Pippo Civai del PD.

Mentre davanti Montecitorio i fedelissimi di Beppe Grillo, tra cui il noto "disturbatore" televisivo Paolini, sono scesi in piazza per manifestare tutta la loro solidarietà al capo politico, proprietario del marchio e presidente dell'Associazione MoVimento 5 Stelle, i pentastellati in Parlamento continuano a perdere pezzi. La senatrice Adele Gambaro, rea di aver espresso davanti ad una telecamera che il problema della debacle elettorale alle amministrative è da ricercare, a suo giudizio, soprattutto nei toni che Beppe Grillo utilizza attraverso il suo blog, è infatti ad un passo dall'espulsione. Dopo una lunghissima riunione dei due gruppi parlamentari M5S, la maggioranza ha infatti deciso che l'ultima parola sulla Gambaro spetterà alla "rete", che naturalmente si esprimerà accedendo al blog di Beppe Grillo, in attesa del famoso portale di democrazia diretta più volte promesso in questi anni.

Intanto, scoppia per il MoVimento 5 Stelle il caso "talebani" contro "dissidenti", come li definisce la deputata sarda Paola Pinna, che nei giorni scorsi aveva già lasciato trasparire come la pensava spiegando: "Tra Gambaro e Grillo è come scegliere tra libertà e schiavitù, io scelgo la libertà". Ai microfoni di Piazzapulita, Paola Pinna quindi ribadisce: "Io difenderei chiunque venisse messo sotto accusa per aver espresso una propria opinione". La deputata pentastellata rivela quindi di aver "ricevuto un messaggio da una senatrice" che l'avrebbe informata sul fatto "che stavano facendo loro la conta". Quando Paola Pinna parla di "loro" intende dire "i talebani, i duri e puri" afferma la deputata M5S, chiarendo che lei fa parte invece dei "dissidenti" perché "finché esisteranno i talebani esisteranno i dissidenti".

Paola Pinna sottolinea quindi che se avesse la possibilità di parlare con Beppe Grillo gli chiederebbe "di ascoltare" le loro ragioni, e spiega che il fatto di parlare con la stampa è proprio un modo per replicare a quanto il capo politico del M5S scrive sul suo blog, visto che i parlamentari non hanno la possibilità di far sentire nititamente la loro voce a differenza del loro "megafono". Inoltre, Paola Pinna precisa che le interviste servono anche per "gli elettori, a chi da fuori non sa come vanno le cose e non capisce bene le dinamiche" all'interno del MoVimento 5 Stelle.

Paola Pinna conclude dicendo che reputerebbe quindi "preoccupante" una richiesta di sua espulsione dal M5S perché lei crede che così facendo sta solo "alimentando il dibattito". Stando a quanto scrive La Repubblica, sembra però che la deputata Pinna dovrà cominciare a "preoccuparsi" visto che "Andrea Colletti ha chiesto, con una mail inviata al capogruppo Riccardo Nuti, di avviare la procedura di espulsione". Intanto, sulla pagina Facebook del gruppo M5S alla Camera Roberta Lombardi scrive: "Paola Pinna chi? Non abbiamo mai visto questa persona alle nostre assemblee. Molti di noi non sapevano neppure della sua esistenza. L'unica assemblea a cui ha presenziato sembrandoci molto coinvolta è stata quella sulla diaria. Chi continua a dare in pasto alla stampa chiacchere da bar oscura il faticoso lavoro di tutto il MoVimento. Ci chiediamo se queste persone...ci sono o ci fanno?".

Una domanda che sembra andare a collegarsi con l'ultimo post di Beppe Grillo, dove Pippo Civati del PD viene accusato di essere "un perfetto cane da riporto", di "senatori e deputati pentastellati" naturalmente. La replica di Pippo Civati non si è fatta a lungo attendere, e dal suo, di blog, precisa: "Beppe Grillo parla ancora di cene a cui sarei stato con i suoi parlamentari, che non ci sono mai state. Per la verità, c'è stato un solo invito, la scorsa settimana, e non da parte di dissidenti del M5S, ma di esponenti del M5S che erano curiosi di conoscermi (adesso potete far partire le spie per capire chi erano), ma a cena non ci sono andato (ero già di ritorno a casa)". Pippo Civati quindi puntualizza: "(Beppe Grillo, ndr) Parla di scouting e di altre sciocchezze, quando sa benissimo che mi sono rivolto a lui mille volte per chiedere quale poteva essere il premier del governo del cambiamento, visto che Bersani non lo (li) convinceva. E ovviamente non diede alcuna risposta, come non la diede su altre cose. Il suo disegno era prendere il 100% la prossima volta. Auguri. - aggiungendo - E che non mi sono mai rivolto a una parte del M5S, ma al suo insieme, e non da oggi. Con scarsi risultati, dice Grillo, certo. Infatti al governo c'è Berlusconi. Complimenti".

Infine, Pippo Civati invita pubblicamente il capo politico del MoVimento 5 Stelle a cena, e chiude togliendosi qualche sassolino dalla scarpa affermando: "Grillo sa che non entrerò nel M5S (mi dovrebbero espellere dopo poche ore, oltretutto), ma sa benissimo che se fossi stato il segretario del Pd in questi anni, avrei risposto alle sue provocazioni (e ad alcune sue proposte), non avrei snobbato i suoi risultati, e la nostra storia sarebbe stata diversa. Meno spiritosa e più seria di com'è stata e di com'è".

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