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M5S contro Casta ha fatto male i conti? Su diaria e rimborsi contro Grillo

Il MoVimento 5 Stelle forse, in campagna elettorale, ha fatto male i conti contro la costosissima casta, visto che dopo un paio di mesi di vita parlamentare tira le somme e la maggioranza sembra favorevole a tenersi tutta la diaria e i vari rimborsi, nonostante Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio chiedessero che quello non speso dovesse finire in un "fondo di solidarietà".

"L'indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all'assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo" si legge nel Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento. La scorsa settimana, riporta Repubblica.it, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio avrebbero invece scritto ai pentastellati per comunicargli che qualcosa era cambiato e che quindi "i parlamentari devono percepire solo 5.000 euro lordi di indennità e ogni altro rimborso relativo a spese effettivamente sostenute rendicontate periodicamente. La differenza dovrà essere destinata al fondo di solidarietà". Ai deputati e ai senatori M5S, però, a tale "direttiva" si sarebbero ribellati, e da un sondaggio sarebbe uscito che "il 48 per cento chiede che le diarie (quindi tutte le voci accessorie) vengano mantenute completamente" mentre "il 36 per cento è per tenersi solo quello che si può provare di aver speso come chiesto da Grillo e Casaleggio".

Per il momento, non è chiaro quindi se i parlamentari del MoVimento 5 Stelle opteranno per la "rendicontazione pura" oppure sceglieranno di tenersi l'intero importo della diaria, e tutti i soldi inerenti il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, le spese di trasporto e spese di viaggio e le spese telefoniche. Sul blog di Beppe Grillo appare infatti un lacunoso post in risposta all'articolo di Repubblica dove il deputato Roberto Fico si lamenta per il fatto che invece non viene raccontato "il grande risparmio che si ha con i parlamentari del movimento partendo dai 42 milioni di euro di rimborsi elettorali non presi perché non voluti" (e forse anche non dovuti) e "poi la rinuncia all'assegno di fine mandato, circa 30mila euro a parlamentare, la riduzione del 50% dell'indennità". Roberto Fico però non smentisce il fatto che almeno alcuni parlamentari del MoVimento 5 Stelle sembrano intenzionati a tenersi tutta la diaria e tutti gli altri rimborsi sopra citati, limitandosi a sottolineare che i pentastallati "rendiconteranno on-line di tutte le spese sostenute". Ed infatti la deputata M5S Patrizia Terzoni, che ai cronisti spiega di aver votato al sondaggio di poter trattenere l'80% della diaria, spiega: "Non è questione solo di vivere ma anche di espletare il mandato. Io, ad esempio, sono dovuta andare in Sicilia. Se ti chiamano o devi spostarti, che fai? Non vai? Con 2.500 euro al mese uno non riesce a cavarsela". Qualcuno potrebbe quindi ironizzare che i pentastellati, quando erano in campagna elettorale contro la costosissima casta, forse avevano fatto male i conti.

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