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M5S, Paolo Becchi: se qualcuno prende i fucili non lamentiamoci

Paolo Becchi, fervido simpatizzante del MoVimento 5 Stelle, afferma che "se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci" e commentando la sparatoria di Palazzo Chigi dice: "Questo 'attentato' è stato utile ad un certo tipo di azione politica". Il Gruppi M5S di Camera e Senato prendono le distanze da tali dichiarazioni.

"Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all'economia. La situazione se non migliora peggiora e non so quanto la gente possa resistere, non so quanto il MoVimento 5 Stelle possa frenare la violenza della gente, che è nella natura delle cose" afferma Paolo Becchi, fervido simpatizzanze del M5S alla trasmissione La Zanzara. Ad IntelligoNews, il filosofo Paolo Becchi parlando della sparatoria davanti Palazzo Chigi, dove sono rimasti feriti due carabinieri di cui uno in maniera grave, tira fuori anche la "strategia della tensione" e questo perché "il dato di fatto è che dopo quell'attentato non c'è stata alcuna opposizione all'interno del PD nell'approvare la linea dell'emergente governo di Enrico Letta. - domandando - Quei 101 parlamentari che avevano impallinato Romano Prodi ora dove sono? Dopo la sparatoria si sono ricompattati". Per Paolo Becchi, infatti, "questo 'attentato' è stato utile ad un certo tipo di azione politica" e cioè "dare al governo Letta una maggioranza solida, cercando di far passare per scontata anche la ricomposizione - almeno sulla carta - del PD". In più, si sarebbe preso "due piccioni con una fava", poiché per Paolo Becchi "stampa e tv si sono scagliati contro i 5 Stelle per indicarne la fonte dell'odio sociale presente nel nostro Paese" e questo solo "perché Beppe Grillo ha un linguaggio molto colorito". Colorito come quando, forse, dopo la rielezione di Giorgio Napolitano Beppe Grillo ha gridato al "colpo di Stato" chiedendo una "mobilitazione popolare" di "milioni" di persone davanti a Montecitorio.

Pare che per Paolo Becchi "c'è il sospetto che dietro l'azione di Preiti e altre provocazioni ci sia un potere invisibile" e la prima provocazione sarebbe dovuta avvenire, sempre per il filosofo, proprio "con atti di violenza quando Grillo era a Roma la sera dell'elezione di Napolitano". Paolo Becchi proseguirebbe: "E' nell'interesse del governo che non si dia spazio a questa opposizione. Difficile pensare che Preiti sia arrivato da solo con una pistola. Non posso escludere che si tratti di una provocazione per rafforzare il governo. Tutti gli indecisi hanno votato compatti la fiducia e subito la colpa a Grillo. - concludendo - Mi sembra evidente".

I Gruppi parlamentari di Camera e Senato del MoVimento 5 Stelle precisano immeditamanete in una nota che "in merito alle 'uscite' odierne del professor Paolo Becchi in diversi mezzi di comunicazione, prendono nettamente le distanze da tutto quanto proferito dal docente dell'ateneo genovese" ribadendo "che il professor Becchi non è un ideologo del M5S, si tratta semmai di un'etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto". Non tardano però ad arrivare le reazioni, sia dal Popolo della libertà che dal Partito Democratico. Fabrizio Cicchitto del PDL sottolinea: "Da parte degli esponenti di M5S ne abbiamo sentite di tutti i colori sull'attentato folle davanti a palazzo Chigi, argomentazioni spesso farneticanti e insensate alle quali si aggiunge oggi quella strampalata del professor Becchi - aggiungendo - Sono passati due mesi dallo sbarco dei grillini in Parlamento, quei grillini che volevano cambiare in meglio il Paese e che invece stanno dimostrando giorno dopo giorno di pensare a tutt'altro, di essere concentrati, in linea con il loro capo Grillo, su questioni che nulla hanno a che fare con l'emergenza economica e sociale che stiamo attraversando, quasi come fossero in un altro pianeta. Sostenere poi che l'assalto criminale ai carabinieri sia stato organizzato sostanzialmente da settori dei servizi segreti è semplicemente demenziale ed espressione di una permanente volontà di destabilizzazione". Marco Minniti, senatore del PD, chiarisce invece che "l'idea di utilizzare ai fini di battaglia politica avvenimenti drammatici come la sparatoria a Palazzo Chigi è assolutamente intollerabile - precisando - In democrazia la violenza verbale e la cattiva dietrologia sono sempre gravi, oggi mi sembrano gravissime".

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