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M5S, Lombardi su fascismo come Berlusconi? Solo strumentalizzazioni

La capogruppo M5S alla Camera Roberta Lombardi non ci sta ad essere vista come "filofascista", precisando che le sue parole sul fascismo che aveva "un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia" erano solo una "analisi di un fenomeno prima della sua degenerazione".

Poco tempo fa, la neocapogruppo (pro-tempore) alla Camera del MoVimento 5 Stelle Roberta Lombardi, nel commentare l'episodio di "Grillo che apre a Casapound", scriveva sul suo blog: "Prima questione: qualcuno mi dice, finchè esistono loro il fascismo non sarà morto, quindi non mi dire che questa ideologia non rappresenta una minaccia presente. Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l'ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del fascismo. E quindi solo in parte riconducibile ad esso". Appunto, come potrebbe aver concluso qualcuno leggendo queste frasi.

Ma Roberta Lombardi aggiungeva anche: "Seconda questione, e questo per me è il punto fondamentale, sono 30 anni che fascismo e comunismo in Italia non esistono più. Invocarne lo spettro a targhe alterne è l'ennesimo tentativo di distrazione di massa: ti agito davanti il noto spauracchio perché voglio far leva sulle tue paure per portarti dalla mia parte. Non sono i fascisti o i comunisti che ci hanno impoverito, tolto i diritti, precarizzato l'esistenza, reso un incubo il pensiero del futuro".

Non sono i fascisti "che ci hanno tolto i diritti"?

La neoeletta del MoVimento 5 Stelle però non ci sta ad essere vista come "filofascista" tanto da pubblicare oggi una precisazione sul suo blog, dopo naturalmente aver spiegato su Twitter che "è partito l'assalto mediatico. Prima c'erano solo Beppe Grillo e Casaleggio da distruggere, ora hanno me e Vito Crimi", cioè il capogruppo M5S al Senato. Roberta Lombardi parla quindi di "strumentalizzazioni su una frase estrapolata", e che la sua era solo una "analisi esclusivamente storica". Insomma, simile forse a quella fatta a questo punto da Silvio Berlusconi nel corso della Giornata della Memoria a Milano, quando il Cavaliere aveva spiegato che d'altronde "Mussolini aveva anche fatto cose buone". E come per Berlusconi, che poi aveva precisato che "non ci può essere alcun equivoco sulla dittatura fascista", anche la "grillina" Lombardi "naturalmente condanna" il "periodo politico" del ventennio fascista.

Ma Roberta Lombardi ribadisce il fatto che "in Italia il fascismo così come il comunismo è morto e sepolto da almeno trent'anni", anche se a questo punto qualcuno potrebbe non comprendere a quale fascismo la "grillina" intenda riferirsi, visto che lei stessa scrive che "Casapound, del fascismo ha conservato solo una parte". Roberta Lombardi sembra far sua infatti quell'analisi storica che vorrebbe un "fascismo buono", quello riferito "al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura", come scrive la portavoce capogruppo M5S alla Camera. "Tutte proposte che poi Mussolini smentì già dall'anno seguente, in quello che fu un continuo delirio di contraddizioni - spiega Roberta Lombardi - La caratteristica del fascismo fu infatti quella di cambiare sempre le carte in tavola, con l'unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico. Potere che poi divenne dittatura in un crescendo di violenza. Fino ad arrivare al razzismo e la guerra".

Il problema che sollevano molti storici, però, è che c'è una parte di italiani che "il delirio di contraddizioni" di Mussolini l'avevano percepito fin dagli albori del fascismo, immaginando in prospettiva quello che sarebbe poi effettivamente successo negli anni a venire, mentre altri, ancora oggi, parlano di "analisi di un fenomeno prima della sua degenerazione", come Roberta Lombardi su Twitter. Visto questo fiorire di analisi, in tanti sperano che la storia ci abbia finalmente insegnato a non ripetere gli errori del passato, per non ritrovarci magari tra 50 anni a parlare di un altra pre e post degenerazione.

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