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Jobs Act: nel primo trimestre meno 77% contratti stabili. Risponda Poletti, chiede M5S

"Dopo oltre un anno di tutele crescenti e costosi sgravi contributivi, il bluff del Jobs Act è oramai svelato a tutti. La dinamica delle nuove assunzioni pseudo-stabili fa segnare nel primo trimestre un crollo fragoroso pari al -77% tendenziale", riferisce in una nota il MoVimento 5 Stelle.

"Dopo oltre un anno di tutele crescenti e costosi sgravi contributivi - rivela in una nota il MoVimento 5 Stelle -, il bluff del Jobs Act è oramai svelato a tutti. La dinamica delle nuove assunzioni pseudo-stabili fa segnare nel primo trimestre un crollo fragoroso pari al -77% tendenziale."
I pentastellati chiariscono: "E l'unico dato in salita è quello dei contratti a termine, i rapporti precari che crescono del 22% rispetto all'anno scorso. Oggi il M5S, con Tiziana Ciprini e Alessandro Di Battista, interroga in aula il ministro Poletti su questo disastro combinato dal governo. Matteo Renzi e Giuliano Poletti, infatti, ci hanno riempito la testa per mesi e mesi con la loro propaganda. Ora che gli incentivi si sgonfiano, l'impalcatura di cartapesta non regge più e si capisce che abbiamo buttato svariati miliardi alle ortiche."
"Nel frattempo esplode il fenomeno dei voucher per il lavoro accessorio - viene puntalizzato dal M5S -, che mascherano i dati reali sulla disoccupazione, e si consuma la tragedia della Garanzia giovani, un programma nel quale molti ragazzi avevano riposto una speranza e che si è rivelato un colossale flop."
"Secondo il premier nessun lavoratore sarebbe più rimasto solo, mentre invece l'Anpal non decolla, le politiche attive sono state messe in soffitta e i Centri per l'impiego sono ancora alle prese con la riforma Delrio delle Province, con personale insufficiente, mal pagato e inadeguato" proseguono i grillini.
"Quale sarà il vero rapporto, nel 2015-2016, tra spesa in sgravi previdenziali e creazione di posti di lavoro reali? La montagna che il governo ha cercato di muovere ha partorito un topolino. E ciò accade perché la visione è sbagliata. Stop alla logica dei bonus che sostituiscono i diritti. Basta con gli interventi spot che coprono i tagli al welfare e una mancata politica di investimenti. Il M5S andrà al governo e rivolterà la politica economica come un calzino" si fa sapere in conclusione.

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