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Giunta M5S: menu mensa scolastica Pomezia, dolce solo a chi paga di più

E' polemica in merito alla decisione della Giunta comunale di Pomezia, guidata dal sindaco del MoVImento 5 Stelle Fabio Fucci, che ha previsto, nel bando di gara per l'affidamento dell'appalto per le mense scolastiche, due menù differenziati nel prezzo: se il genitore paga di più, al bambino verrà dato anche il dolce. Fucci afferma: "L'eventuale assenza del dolce non comprometteva il giusto apporto di valori nutrizionali del pasto". Da più parti, si parla invece di "discriminazione tra i bambini sulla base del censo e delle capacità economiche delle loro famiglie".

"Il Movimento 5 Stelle mira a governare l’Italia quando non è in grado di gestire neanche una amministrazione cittadina. E’ aberrante e vergognosa la notizia che a Pomezia (città in cui c’è un sindaco Cinque Stelle) in una scuola vengano proposti due menù diversi. Uno più costoso in cui è compreso il dolce e uno più economico in cui il dessert non c’è" sottolinea Antonio Tajani, capolista di Forza Italia nella circoscrizione Centro alle Europee, commentando la notizia che arriva dalla cittadina laziale. L'amministrazione comunale pometina, guidata dal sindaco Fabio Fucci del Movimento 5 Stelle, ha infatti previsto, nel bando di gara per l’affidamento dell’appalto per le mense scolastiche, due menù differenziati nel prezzo, a seconda che venga servito o meno il dolce a fine pasto. "Una inaccettabile discriminazione tra i bambini sulla base del censo e delle capacità economiche delle loro famiglie" denuncia Walter Bianco, di Sel Pomezia, aggiungendo: "Purtroppo non è la prima volta che questa Amministrazione spicca per insensibilità nei confronti delle difficoltà economiche affrontate dalle famiglie che hanno figli in età scolare, tuttavia mai ci saremmo immaginati che si potesse anche solo ipotizzare una differenziazione di trattamento così odiosa, dinanzi alla quale crolla qualsiasi giustificazione - finanche quella di averne discusso preventivamente con alcuni genitori, come ha riferito in alcune interviste alla stampa locale la vicesindaco".

In una nota, Fabio Fucci ricorda che "lo scorso autunno a seguito delle numerose proteste avanzate da parte dei genitori, relative all’eliminazione della quota contributiva versata fino ad allora dal Comune" l'amministrazione ha preso l'impegno "di arrivare ad un capitolato che venisse incontro alle diverse necessità delle famiglie anche recependo le indicazioni, i suggerimenti e le richieste che le stesse proprio in quel periodo ci stavano sottoponendo". Fucci ribadisce che "la possibilità di fornire alle famiglie la libertà di scelta tra un pasto ordinario ed uno alternativo nasce proprio come proposta di rappresentanze di genitori", sottolineando che "l'eventuale assenza del dolce non comprometteva il giusto apporto di valori nutrizionali del pasto" e che "nella maggioranza degli istituti scolastici il dolce veniva consumato in un secondo momento ed in classe come seconda merenda". Fucci quindi riassume: "E' stato garantito il diritto di avere la merendina confezionata a chi lo chiede; è stato garantito il diritto di portare la merendina da casa (finora non possibile), come si faceva una volta, regola già consolidata in tanti altri Comuni italiani; è stato garantito il diritto di non pagare per qualcosa della quale non si usufruisce, sia per chi ha facoltà economiche e chi, con quel risparmio annuale, riesce magari a pagarsi un bolletta delle utenze".

Walter Bianco di Sel dichiara comunque che "nella scuola pubblica non si possono e non si devono creare differenze tra i bambini sulla base delle capacità economiche delle loro famiglie" perché "farlo vuol dire creare, sin dall’età infantile, una discriminazione intollerabile". Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, pur ammettendo di "non conoscere bene il caso", precisa invece che quella di Pomezia "non mi sembra una situazione di discriminazione", mentre Piero Fassino, presidente dell'Anci, sottolinea: "E' corretto distinguere le rette tenendo conto del reddito delle famiglie, ma dare a un bambino un dolce e a un altro no è poco convincente. Si espongono i bambini alla stupida e avvilente situazione di chi lo riceve e chi no". "Il sindaco pentastellato tratta gli alunni come se fossero dei clienti di un ristorante" afferma invece la deputata del PD Chiara Scuvera, aggiungendo: "Questa iniziativa dimostra le incoerenze strutturali non solo della giunta di Pomezia, ma dell'intero movimento che fa capo a Beppe Grillo. Evidentemente per l'M5S le ineguaglianze sociali non devono essere superate, bensì sono da rendere ancor più granitiche". Duro anche il giudizio di Federconsumatori, che si domanda: "Come si può pensare di umiliare un bambino con una famiglia povera alle spallecostringendolo a toccare subito con mano cosa voglia dire l'ingiustizia e la disuguaglianza? - chiarendo - Ecco perché si deve immediatamente revocare la decisione".

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