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Dimissioni ministri PDL, Fassina: non si andrà a elezioni. PD guarda al M5S

Dopo l'annuncio delle dimissioni dei ministri del PDL, il viceministro dell'Economia Stefano fassina (PD) assicura che "non si andrà ad elezioni". Il PD sembra quindi guardare, e confidare, nel MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, o almeno in qualche dissidente pentastellato.

La crisi di governo è aperta. I ministri del PDL si sono dimessi perché, spiega Silvio Berlusconi, "la decisione assunta ieri dal presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta, di congelare l'attività di governo, determinando in questo modo l'aumento dell' IVA è una grave violazione dei patti su cui si fonda questo governo, contraddice il programma presentato alle Camere dallo stesso premier e ci costringerebbe a violare gli impegni presi con i nostri elettori durante la campagna elettorale e al momento in cui votammo la fiducia a questo esecutivo da noi fortemente voluto". Da parte sua, fonti di Palazzo Chigi avrebbero riferito come Enrico Letta abbia invitato il PDL a non rigirare la frittata sottolineando che le ragioni dell'aumento dell'Iva sono contraddette dai fatti che sono sotto gli occhi di tutti perché il mancato intervento è frutto delle dimissioni dei parlamentari Pdl e quindi del fatto che non era garantita la conversione del dl in legge. E mentre il segretario del PD Guglielmo Epifani afferma che le dimissioni dei ministri del PDL sono "un'ulteriore azione di sfascio per l'azione di governo", il viceministro dell'Economia Stefano Fassina afferma che "Berlusconi e il Pdl sono in grandissima difficoltà, isolati nel Paese, perché nessuna associazione o categoria, dalla Cei alla Confesercenti, giustifica quello che è successo in questi giorni". Per Fassina, però, "non si andrà ad elezioni" assicurando che il PD troverà "una soluzione in Parlamento" aggiungendo convinto: "Sono sicuro che in Parlamento c'è una maggioranza in grado di evitarlo". Sembra quindi che il Partito Democratico guardi, e confidi, all'appoggio in Parlamento del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, o almeno di qualche suo dissidente. Solo il M5S, infatti, ha i numeri (e i parlamentari) in grado di non far cadere il governo e "approvare la legge stabilità e la legge elettorale". "Se non lo facciamo - avverte Fassina - vuol dire fare del male molto seriamente all'Italia". Il PD, quindi, passa la patata bollente al MoVimento 5 Stelle, che potrebbe però evitare nuovamente di scottarsi salendo al governo. Vito Crimi del M5S, infatti, scrive su Facebook: "Tutti a casa, tutti a casa". Compresi evidentemente i pentastellati.

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