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Decreto IMU-Bankitalia: Boldrini applica la tagliola. Bagarre M5S

Alla fine Laura Boldrini applica la "tagliola" e il decreto IMU-Bankitalia viene convertito in legge. Il MoVImento 5 Stelle lascia i banchi dell'opposizione e cerca di occupare quelli del governo. Piovono a Montecitorio insulti e spintoni, il tutto tra fischi, bavagli alla bocca e inni sulle note di Bella cia. Uno spettacolo indecorso, che riflette lo sbandamento di questo Paese.

"Sul decreto legge IMU ho fatto di tutto per evitare di mettere la cosiddetta tagliola, di ridurre il dibattito in aula o limitare le opposizioni. Nelle prossime ore, continuerò ad adoperarmi per non utilizzarla. Al contempo, però, non possiamo permettere che il decreto decada. Fatto che avrebbe, tra l'altro, anche la disastrosa conseguenza di costringere gli italiani a versare la seconda rata dell'Imu sulla prima casa. Per questo, al mio sforzo deve corrispondere quello dei gruppi a cui ho rivolto un appello al senso di responsabilità. Solo così domani si potrà scongiurare il ricorso alla tagliola" scriveva ieri, 28 gennaio, il Presidente della Camera Laura Boldrini. Il MoVimento 5 Stelle, però, ha continuato per tutta la giornata di oggi a fare ostruzionismo, presentato ripetuti ordini del giorno. La conversione in legge del cosiddetto decreto IMU-Bankitalia deve avvenire entro la mezzanotte di oggi, compresa la firma di Giorgio Napolitano. Verso l'ora di cena, Laura Boldrini decide quindi di utilizzare la norma della cosiddetta tagliola (o ghigliottina come oggi molti la definiscono), uno "strumento che consente al presidente della Camera di porre un termine per il voto finale sui decreti-legge (che, come è noto, devono essere approvati entro 60 giorni). Insomma, serve ad evitare che l'ostruzionismo finisca per fare decadere il provvedimento senza che l'assemblea abbia potuto votarlo", spiega su Facebook la terza carica dello Stato.

In pochi minuti il decreto legge viene quindi votato e convertito, mentre i deputati del MoVimento 5 Stelle abbandonano i banchi dell'opposizione per riversarsi in quelli del governo, con bavagli alla bocca e cartelli con la scritta "corrotti". A Montecitorio è bagarre, con i pentastellati che protestano in vari modi mentre dai banchi del PD c'è chi ha intonato "Bella ciao". Su Facebook i deputati M5S denunciano che il questore Stefano D'Ambruoso (Scelta Civica) abbia "ripetutamente e deliberatamente picchiato" la deputata M5S Loredana Lupo, e aggiungono: "Non solo. Alle rimostranze dei nostri parlamentari ha sfacciatamente aggiunto: 'Fosse la prima! Ne ho picchiate, di donne, in vita mia...' ". Il questore replica: "Non c'è stato nessuno schiaffo. Solo un contatto fisico". Dal canto loro, due deputate del PD in commissione Giustizia, Micaela Campana e Alessandra Moretti, accusano il deputato M5S Massimo Felice De Rosa perché, spiegano: "Ci ha rivolto insulti a sfondo sessuale dicendoci, per usare un linguaggio più accettabile 'siete solo capaci di fare sesso orale' ". "Una violenza così non l'ho vista in 30 anni" racconta uno dei più anziani assistenti parlamentari, da sempre in Aula.

Quel che è certo è che a Montecitorio si è assistito ad uno spettacolo indecorso, che riflette lo sbandamento di questo Paese. Da una parte, c'è un Presidente della Camera che applica per la prima volta nella storia della Repubblica la cosiddetta "tagliola", chiudendo la bocca così all'opposizione parlamentare. Dall'altra, ci sono deputati del MoVimento 5 Stelle che sembrano comportarsi come in una assemplea d'istituto scolastica, dove si pensa che la "caciara" (e a volte anche l'offesa) sia lo strumento più efficace per far valere le proprie ragioni.

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