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Decreto ILVA e Fincantieri, M5S: Renzi non si ferma nemmeno davanti alla morte di Alessandro

Il MoVimento 5 Stelle, commentando l'approvazione del decreto "sblocca" ILVA e Fincantieri, accusa Matteo Renzi di non fermarsi "nemmeno davanti alla morte di Alessandro, l'operaio ucciso proprio un paio di settimane fa durante un'operazione all'altoforno".

"Il decreto con cui il governo ha bloccato non l'altoforno 2 ma la magistratura è un'aberrazione e calpesta i diritti dei lavoratori e dei cittadini di Taranto. Una vergogna inaudita. Matteo Renzi non si ferma nemmeno davanti alla morte di Alessandro, l'operaio ucciso proprio un paio di settimane fa durante un'operazione all'altoforno" affermano i parlamentari delle Commissioni Ambiente e Attività produttive e dei portavoce in Europa del MoVimento 5 Stelle, commentando il decreto "sblocca" ILVA e Fincantieri.
Il M5S denuncia che il provvedimento "del governo con cui calpesta la decisione di sequestro della magistratura e predispone la riapertura dell'altoforno incriminato è al di fuori di ogni logica ed è un atto criminale. - precidando - Con questo Governo si è perso lo Stato di Diritto e la divisione dei poteri, garanzia costituzionale imprescindibile di democrazia".
I pentastellati sottolineano infatti come "i lavoratori si troveranno a dover operare in condizioni uguali a quelle che hanno portato alla morte di uno di loro. - e ricordano - Il sequestro si è reso necessario proprio perché le cause della morte sono ignote e quindi potrebbe accadere di nuovo".
"Si continua a voler forzatamente alimentare un mostro che sta morendo, che ha i giorni contati e per il quale tutto appare sacrificabile, compresa la vita umana. - concludono - Noi del M5S combatteremo a tutti i livelli: sul territorio, al fianco dei cittadini e dei lavoratori, della magistratura, in Parlamento e anche in Europa, dove faremo di tutto affinché il caso Taranto sia affrontato nelle sedi opportune. Pretendendo che gli impegni del governo e le risorse economiche non siano più assegnati all'Ilva ma alla città, per avviare finalmente una riconversione".

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