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Debiti PA imprese: MoVimento 5 Stelle si oppone a iter sblocco 40 miliardi

Sul blog di Beppe Grillo, il MoVimento 5 Stelle, per voce di Roberta Lombardi, annuncia di "opporsi" all'iter intrapreso per lo sblocco dei 40 miliardi per sanare i debiti delle PA alle imprese, perché sarebbe una "porcata di fine legislatura". Mario Monti sembra aver già risposto al M5S spiegando che "i problemi del Paese non aspettano però il calendario comunitario".

Il governo, qualche giorno fa, annuncia lo sblocco di 40 miliardi di euro per il pagamento dei debiti che la Pubblica Amministrazione ha contratto verso le imprese. Ieri il monito da fonti della Cammissione UE, che avvisa che lo sblocco dei 40 miliardi "renderebbe per l'Italia più difficile la chiusura della procedura per deficit eccessivo aperta a Bruxelles". Lo sblocco dei fondi porterebbe infatti il deficit 2013 al 2,9%, e la Commissione UE ricorda che il massimale per il saldo negativo tra entrate e uscite è il 3% del PIL. Parlando il 25 marzo al Parlamento, Mario Monti ricorda che nel corso del Consiglio europeo del 14 e 15 marzo, questo ha "riconosciuto l'importanza per la qualità delle finanze pubbliche della distinzione tra spesa pubblica corrente e spesa pubblica per investimenti produttivi" chiedendo che "il risanamento di bilancio sia differenziato e favorevole alla crescita e che 'nel pieno rispetto del Patto di Stabilità e di crescita, le possibilità offerte dal quadro di bilancio esistente dell'UE per equilibrare la necessità di investimenti pubblici produttivi con gli obiettivi di bilancio siano sfruttate nel braccio preventivo del Patto stesso' ".

Mario Monti, davanti alle Camere, spiega quindi che "la formula usata dal Consiglio sta ad indicare che i Paesi che non hanno deficit eccessivo, possono aumentare il volume di determinate categorie di investimenti pubblici, suscettibili di creare crescita futura e quindi di compensare nel tempo l'investimento iniziale". E' in questo contesto che "lunedì 18 marzo i Vice Presidente della Commissione Rehn e Tajani, hanno incoraggiato l'Italia a mettere in atto un programma per la liquidazione in tempi ragionevoli del debito commerciale della pubblica amministrazione, notando che l'impatto sulle finanze pubbliche dei pagamenti effettuati per liquidare i debiti arretrati, in quanto non costituiscono nuova spesa pubblica, sarà preso in considerazione come fattore mitigante al momento della valutazione della sostenibilità delle finanze pubbliche italiane", sottolinea Mario Monti. Sullo sblocco dei 40 miliardi per tamponare i debiti della PA verso le imprese interviene il MoVimento 5 Stelle. Sul blog di Beppe Grillo, il capogruppo alla Camera Roberta Lombardi spiega che il MoVimento 5 Stelle non è rimasto "convinto" su "due punti".

Il primo, spiega Roberta Lombardi, riguarda il fatto che "una parte dei pagamenti alle imprese confluirà immediatamente al sistema creditizio", affermando: "Ossia: i cittadini prendono un impegno per 40 miliardi di debito pubblico, di cui una parte (nessuno sa quanta) andrà direttamente alle banche e da questa generosa, ennesima, regalìa ci si aspetta che subito erogheranno prestiti e finanziamenti alle PMI italiane". Sul blog di Beppe Grillo non viene però precisato che una parte dei pagamenti alle imprese "confluirà immediatamente al settore creditizio, in quanto una quota del portafoglio di debiti risulta già ceduto (pro solvendo o pro soluto) alle banche". Il secondo punto che non convince il MoVimento 5 Stelle riguarda invece "l'indebitamento netto per l'anno 2013" che "si dovrebbe attestare al 2,9% del PIL". Su questo punto, aveva risposto Monti rivolgendosi alle Camere, spiegando che "sulla base delle previsioni aggiornate presentate nella relazione al Parlamento, l'Italia avrà nel 2013 un deficit pari al 2,4%. Contando quindi un margine di sicurezza, valutiamo che lo spazio fiscale utilizzabile per l'operazione di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione che impattano sul deficit sia di circa 0,5% del PIL. Questo spazio dovrà essere usato per pagare i debiti che corrispondono a spese in conto capitale, perciò non ancora contabilizzate nel deficit e per il cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali".

In conclusione, Mario Monti chiarisce che "il governo non poteva adottare immediatamente un decreto legge senza presentare preliminarmente una nota di variazione del Documento di Economia e Finanza (Def, ndr). L'accelerazione dei pagamenti richiede una maggior spesa pubblica e di conseguenza una modifica agli obiettivi di finanza pubblica, che può avvenire solo con l'approvazione preliminare delle Camere. - aggiungendo - Non appena le Camere avranno approvato i loro pareri sulla Relazione del Governo, il Governo presenterà un decreto legge che definirà i termini operativi dell'intervento. Sono già previsti per i prossimi giorni incontri con le parti sociali e le amministrazioni pubbliche per definire le modalità dei pagamenti dei debiti arretrati". Ed infatti, oggi c'è stato il via libera alla Commissione speciale della Camera che dovrà esaminare l'aggiornamento al Def propedeutico al pagamento dei debiti della PA verso le imprese. Ma il MoVimento 5 Stelle annuncia di essersi "opposto" a questo iter che porterebbe ad una "porcata di fine legislatura" come la chiama Roberta Lombardi, annunciando di aver chiesto alla "presidente Boldrini di istituire" invece "le Commissioni permanenti e permettere il dibattito in aula in sedute pubbliche, di modo che tutti possano capire cosa sta succedendo con i soldi dei cittadini".

A Roberta Lombardi ed al MoVimento 5 Stelle, in realtà, sembra aver già risposto in Aula Mario Monti, che informando il Parlamento sui risultati del Consiglio europeo rammenta che "la strada maestra è quella di presentare nel Programma Nazionale di Riforma e nel Programma di Stabilità, che come ogni anno l'Italia dovrà sottoporre alla Commissione entro il mese di Aprile, una agenda di riforme e i conseguenti obiettivi di finanza pubblica per l'anno in corso", ma evidenzia però che "i problemi del Paese non aspettano però il calendario comunitario" e per questo ha messo "subito in cantiere un intervento per risolvere in modo radicale il problema dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese e assicurare i fondi necessari per gli investimenti cofinanziati dai fondi strutturali" addottando appunto la "strategia di liquidazione diretta e non più indiretta dei debiti della pubblica amministrazione".

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