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Casaleggio muore e da Roma le basi del M5S si crepano: sospese espulsioni per via delle due Associazioni

Gianroberto Casaleggio è morto e le fondamenta del MoVimento 5 Stelle cominciano già a creparsi. Il Tribunale civile di Roma ha infatti accolto il ricorso presentato dai tre attivisti romani espulsi dal M5S e quindi dalla corsa al Campidoglio. Ma "l'aspetto giuridicamente più interessante è che sono state distinte le due associazioni" del M5S: in sostanza le espulsioni sarebbero illegittime perché decretate da una Associazione a cui non sono iscritti gli attivisti che invece rispondono solo al Non Statuto.

Gianroberto Casaleggio è morto e le fondamenta del MoVimento 5 Stelle cominciano già a creparsi. Il Tribunale civile di Roma ha infatti accolto il ricorso presentato dai tre attivisti espulsi dal M5S, Paolo Palleschi, Roberto Motta e Antonio Caracciolo, e di conseguenza esclusi dalle "Comunarie" della Capitale che hanno visto primeggiare Virginia Raggi. Il provvedimento di espulsione è stato dichiarato illegittimo dal giudice e quindi sospeso, mentre il Tribunale non si è pronunciato nel merito delle "Comunarie". I ricorrenti chiedevano che fossero invalidate.

Nonostante questo "con l'accoglimento delle istanze cautelari di sospensione dei provvedimenti di espulsione si apre una questione morale e politica per il M5S" osservano in una nota congiunta i tre attivisti che tornano ad essere pentastellati. Paolo Palleschi, Roberto Motta e Antonio Caracciolo spiegano infatti: "Averci escluso dalla partecipazione delle primarie in base a motivazioni che il Tribunale ha ritenuto macroscopicamente infondate si risolve in una grave lesione di quel processo di partecipazione democratica che costituisce l'essenza politica del progetto dell'associazione cui abbiamo aderito e in cui tuttora crediamo e in cui aveva creduto per primo il compianto e indimenticabile Gianroberto Casaleggio".

Non solo. Palleschi sottolinea che "l'aspetto giuridicamente più interessante è che sono state distinte le due associazioni (leggi "Beppe Grillo, i due MoVimento 5 Stelle e i soci dell'Associazione", ndr), ovvero quella creata nell'ottobre del 2009 e quella nata successivamente, ovvero nel 2012 da Beppe Grillo, il nipote, un commercialista e Gianroberto Casaleggio". Questa distinzione mette quindi "in crisi l'intera struttura del Movimento" osserva Palleschi.
Beppe Grillo di tanto in tanto annuncia di voler fare un passo di lato, anche perché un passo indietro finora non l'ho può fare visto che secondo l'Associazione MoVimento 5 Stelle (quella che si differenzia dal Non Statuto) spetta proprio al comico la "rappresentanza politica e giuridica dell'Associazione" oltre che "l'amministrazione e gestione di eventuali fondi dell'Associazione".

Noi di Mainfatti.it già nel 2013 ci eravamo chiesti se chiunque fosse iscritto alla "non Associazione MoVimento 5 Stelle", spedendo tanto di documento d'identità, sarebbe diventato anche un socio della "nuova" Associazione MoVimento 5 Stelle. Finora nessuno aveva dato una risposta a questa domanda, nemmeno Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Ci ha quindi pensato il Tribunale civile di Roma a sentenziare, in sostanza, che le espulsioni sarebbero illegittime perché decretate da una Associazione a cui non sono iscritti gli attivisti che invece rispondono solo al Non Statuto.

Tornando alle Comunarie e quindi alle elezioni amministrative di Roma, i tre ex espulsi chiedono quindi a Virginia Raggi "di fare un passo indietro e di aderire alla nostra richiesta di indire nuovamente le primarie". Paolo Palleschi, Roberto Motta e Antonio Caracciolo precisano infine: "Sono in gioco il principio di partecipazione e di credibilità democratica, il M5S non dia armi dialettiche ai suoi avversari e sgomberi il campo da ogni dubbio consentendoci di partecipare alle primarie. La nostra battaglia da iscritti al MoVimento 5 Stelle rinizia da qui".

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