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Caos Roma: Raggi sapeva indagine su Muraro ma ha taciuto. Pizzarotti: Direttorio si dimetta

Il MoVimento 5 Stelle è nella bufera dopo che si è appreso che il sindaco di Roma Virginia raggi sapeva dell'indagine sull'assessore Paola Muraro fin da luglio ma ha taciuto. Ora c'è tra i pentastellati un rimpallo di accuse tra chi dice di aver avvisato il Direttorio e chi invece sostiene di non sapere nulla dell'indagine. E Federico Pizzarotti si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

Dopo che emerso, durante l'audizione di Virginia Raggi in Commissione d'inchiesta sul Ciclo dei rifiuti, che l'assessore all'Ambiente Paola Muraro e il sindaco di Roma sapevano fin da luglio dell'indagine a carico della prima per violazione di norme ambientali, una vera e propria bufera si è scatenata sul MoVimento 5 Stelle, tanto che Luigi Di Maio ha avvertito la redazione di Politics, il nuovo talk di Rai3, che diserterà la prima puntata in onda questa sera.

Sui social la base del M5S è in rivolta (si fa per dire) mentre Federico Pizzarotti si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Inizia su Twitter l'offensiva del sindaco di Parma che si definisce "sospeso dal M5S (per una indagine per le nomine al teatro Regio, ndr) e in attesa di verdetto da mesi ormai", cinguettando: "In effetti stando seduti in riva al fiume passa un sacco di gente. - con tanto di hashtag - #noleggiosalvagenti".

In un nota, Pizzarotti poi chiarisce che "Il Direttorio dovrebbe rassegnare in blocco le proprie dimissioni per non aver saputo gestire il MoVimento 5 Stelle". "Nei due anni in cui il Direttorio gestisce il M5S - ricorda - sono stati scaricati due sindaci, di Gela e di Quarto, un terzo è stato sospeso oltre 100 giorni fa (Pizzarotti, ndr) senza che esistesse una regola per farlo, ora vi è il caos a Roma, con un rimpallo di accuse tra chi dice di aver avvisato il Direttorio e chi invece sostiene di non sapere nulla dell'indagine in corso nei confronti dell'assessore Muraro".

Pizzarotti ribadisce che "tutto questo è stato causato da una grave mancanza di regole chiare a tutti. - e aggiunge - Da due anni chiedo una maggiore organizzazione e regole certe, condivise da tutti gli eletti portavoce attraverso un incontro pubblico, un meetup nazionale. Invece si legge sempre più spesso di incontri a porte chiuse e decisioni prese dall'alto".

"Ho sempre sostenuto che le correnti interne, che esistono anche nel movimento, o vengono palesate oppure si rischia di rimanerne schiacciati. - chiarisce - Alla luce di tutto questo, l'Italia non si governa con due clic in Rete e con decisioni calate dall'alto e a porte chiuse. Serve incontrarsi, parlarsi, organizzarsi, anche litigare e discutere. Ma serve farlo a livello nazionale e con la partecipazione di tutti".

Ed infatti, è in corso un incontro (non in streaming ovviamente) tra il direttorio e minidirettorio romano per cercare di risolvere il problema Muraro, tanto che c'è già chi parla di possibili dimissioni dell'assessore entro la giornata.

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