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Beppe Grillo verso le dimissioni? Primo "inciucio" M5S e PD

Primo "inciucio", come lo chiama il PDL, del MoVimento 5 Stelle con il PD. Qualche senatore M5S, infatti, avrebbe votato Piero Grasso anziché il loro candidato, e poi Vito Crimi si lamenta che nessuna delle due Camere è andata all'opposizione. Visti i presupposti, c'è già qualcuno, come Maurizio Lupi, che si aspetta presto le dimissioni di Beppe Grillo.

"Se in futuro fossi smentito da un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l'Italia, allora, pacatamente, serenamente, mi ritirerò dalla politica" scriveva pochi giorni fa sul suo blog Beppe Grillo . E dopo quanto accaduto oggi in Senato, c'è chi ipotizza che Beppe Grillo a breve sarà costretto a dimettersi da capo politico del MoVimento 5 Stelle. A Palazzo Madama, infatti, è andato in scena il primo "inciucio" tra alcuni senatori M5S ed il PD, come sottolineano i parlamentari del PDL. Alle fine, infatti, è stato eletto alla Presidenza del Senato Piero Grasso, del PD, con 137 voti. Il problema, è che il centrosinistra può contare a Palazzo Madama solo 125 voti.

Di chi sono, quindi, i 12 voti in più presi da Piero Grasso? Certamente non sono di Scelta Civica con Monti, che in una nota precisano: "Nella situazione politico-istituzionale che si è venuta a determinare le forze che si riconoscono nel gruppo Scelta Civica per l'Italia ribadiscono che l'assetto di vertice delle istituzioni non può rispondere solo a logiche di parte. La drammatica situazione del Paese richiede una coraggiosa impostazione riformatrice che solo situazioni che siano rappresentative di una forte coesione nazionale possono assicurare. Per queste ragioni abbiamo deciso di votare scheda bianca anche in occasione del ballottaggio per l'elezione del presidente del Senato".

Renato Schifani, candidato alla Presidenza del Senato del PDL, ha invece ottenuto tutti i voti di cui dispone la coalizione di centrodestra, cioè 117. Sembra quindi che il MoVimento 5 Stelle, almeno in questa occasione, abbia preferito una "alleanza" con il Partito Democratico. Eppure, prima del ballottagio tra Piero Grasso e Renato Schifani, Vito Crimi, capogruppo al Senato del MoVimento 5 Stelle, aveva affermato risoluto: "Noi proseguiamo per la nostra strada: il nostro candidato ideale per la presidenza del Senato è Luis Orellana - e ancora - Noi abbiamo fatto una scelta e quella scelta manteniamo. Non faremo da stampella a nessuno. Il MoVimento 5 Stelle ritiene di non modificare le proprie intenzioni di voto".

Dopo la riunione tra i senatori 5 Stelle che doveva portare a decidere la linea del gruppo in vista del ballottaggio qualcosa però è cambiato, ed è stato subito evidente il fatto che non tutti erano concordi con quanto dichiarato solo poco prima da Vito Crimi. Lo stesso Luis Alberto Orellana ha infatti rivelato che "non c'è stata l'unanimità nella decisione del nostro gruppo", spiegando che Grasso e Schifani "come persone non sono equivalenti" perché "una è una scelta in continuità con il passato - aggiungendo - Mi sono espresso personalmente contro la scelta del collega Schifani". "Se vince Schifani, quando torniamo in Sicilia ci fanno un mazzo così" si sarebbe detto durante la riunione dei senatori 5 Stelle che avrebbe quindi portato alla "libertà di voto" dei grillini. Sulle pagine Facebook dei senatori M5S Maurizio Buccarella e Bartolomeo Pepe sono infatti apparsi i messaggi: "Stiamo per votare al ballottaggio e la discussione accesa tenuta nel gruppo non è stata sufficiente a dipanare tutti i dubbi di tutti quanti..." e "Amici, libertà di voto. Senza contrattazioni e senza trucchi. Borsellino ci chiede un gesto di responsabillità e noi non siamo irresponsabili, finché siamo qui dentro. A voi la scelta".

E qualcuno, quindi, quando si è trovato da solo nell'urna di Palazzo Madama avrebbe votato per Piero Grasso. Dopo il voto, che ha visto l'elezione del cadidato del PD, Vito Crimi ha quindi spiegato che i senatori 5 Stelle avevano deciso "all'unanimità di non votare Schifani - aggiungendo - Dentro l'urna il voto è segreto, qualcuno ha agito secondo coscienza". Vito Crimi cerca di richiudere lo strappo sottolineando però che comunque "la stragrande maggioranza" dei senatori M5S "ha tenuto la linea" e che tale situazione si sarebbe creata "probabilmente perché qualcuno non se l'è sentita di vedere eletta una persona come Schifani".

Poi però Vito Crimi si lamenta di Piero Grasso alla Presidenza del Senato, affermando che "si sta perpetuando la rottura di una prassi istituzionale che vedeva l'assegnazione di una delle Camere al maggior partito dell'opposizione". Se il MoVimento 5 Stelle avesse votato per Renato Schifani e non per Piero Grasso, fa quindi notare qualcuno, questa "rottura" non ci sarebbe stata. Ed infatti Maurizio Lupi, del PDL, commentando l'elezione del candidato del PD sottolinea: "Grasso eletto Presidente del Senato, auguri di buon lavoro, ma ecco subito servito l'inciucio Bersani, Vendola e Grillo. Questa è per loro la nuova politica! Adesso aspettiamo le dimissioni di Grillo da Presidente dei 5 Stelle come aveva promesso". Roberto Formigoni su Twitter invece cinguetta "M5S si è spaccato nella votazione al Senato!! I 'super-puri' del 'non inciuciamo con nessuno' hanno resistito due giorni! poi sono crollati!!", mentre Alessandra Mussolini saluta: "Un sincero 'benvenuti nella casta' ai grillini. E' bastato un giorno per entrarci".

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