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Attivisti M5S abrogano reato clandestinità, contro Beppe Grillo e Casaleggio

Beppe Grillo lancia un sondaggio onlinea tra gli iscritti del M5S che decidono per l'abrogazione del reato di clandestinità, che sarà votata il 14 gennaio dai parlamentari del MoVimento 5 Stelle in Senato. Il risultato probabilmente non soddisfa pienamente Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, poiché ad ottobre ammisero che con tale proposta nel Programma i 5 Stelle avrebbero "ottenuto percentuali da prefisso telefonico" alle elezioni di febbraio 2013.

Questa mattina sul blog di Beppe Grillo appare un post dove si invita gli attivisti certificati del MoVimento 5 Stelle a decidere o meno se il reato di clandestinità dovrà essere cancellato. Domani, martedì 14 gennaio, infatti, in Senato si voterà sull'abrogazione del reato di clandestinità, e Beppe Grillo con questa votazione online ha così "vincolato" i parlamentari del MoVimento 5 Stelle. La linea dei pentastellati a Palazzo Madama è stata infatti dettata da 15.839 iscritti al M5S che hanno votato per l'abrogazione del reato. Un risultato, questo, che probabilmente non soddisfa pienamente Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, che il 10 ottobre 2013 avevano espresso, in un post scritto a 4 mani, idee molto diverse sull'abolizione del reato di clandestinità, ammettendo che se tale punto fosse stato inserito nel Programma i 5 Stelle avrebbero "ottenuto percentuali da prefisso telefonico" alle elezioni di febbraio 2013. Beppe Grillo e Casaleggio si dichiaravano infatti "non d'accordo sia nel metodo che nel merito" rispetto ad un emendamento presentato (e passato) da due senatori pentastellati dove si chiedeva l'abrogazione del reato di clandestinità poiché, a giudizio dei fondatori del MoVimento 5 Stelle, tale proposta rappresenta "un invito agli emigranti dell'Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l'Italia". Nel minipost dove si annunciano i risultati delle votazioni odierne, Beppe Grillo infatti specifica che "con l'abrogazione si mantiene comunque il procedimento amministrativo di espulsione che sanziona coloro che violano le norme sull'ingresso e il soggiorno nello Stato".

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