le notizie che fanno testo, dal 2010

E' morto Mino Damato, una firma storica del giornalismo italiano

E' morto venerdì scorso Mino Damato, giornalista, autore televisivo, scrittore e uomo che amava il suo prossimo e i bambini sfortunati. Fece svoltare il mondo dell'intrattenimento domenicale facendolo deviare verso il giornalismo e la cultura. Per lui la televisione doveva avere dei tratti pedagogici, quelli che ora non ha più.

E' morto venerdì scorso Mino Damato, 73 anni, una firma del giornalismo e della televisione italiana. Si è appreso della sua scomparsa solamente domenica per scelta della famiglia che ha diffuso la notizia.
Mino Damato era un volto televisivo molto noto fino agli anni '90. La sua carriera era iniziata in Rai nel 1968 nel ruolo molto difficile di inviato di guerra in Vietnam. Rimangono nella storia del giornalismo i suoi reportages anche dalla Cambogia e dall'Afghanistan durante l'invasione sovietica (fece la prima diretta televisiva dal paese occupato).
Autore di successo di programmi giornalistici, dall'inizio degli anni '70 divenne conosciuto al grande pubblico per la trasmissione "Italia sera", programma di approfondimento condotto insieme ad Enrica Bonaccorti nel 1983.
Condusse anche una storica edizione di "Domenica in" nel 1985/1986 con la presenza di Elisabetta Gardini e il Trio Lopez-Marchesini-Solenghi. Proprio in questa edizione ci fu la sua famosa cammminata sui "carboni ardenti" che fu la fonte di parecchie parodie future. Questa sua camminata, che ora si fa in qualsiasi corso motivazionale da agenzia immobiliare, in un certo senso minò la sua credibilità presso il grande pubblico. L'Italia probabilmente non era ancora pronta per un Mino Damato che diventò immediatamente Mino D'Amianto.
Dal 1988 al 1990 condusse una bella trasmissione d'approfondimento su Rai Tre "Alla ricerca dell'Arca" che con il suo modo di intrattenere facendo giornalismo e cultura fece da battistrada a molte trasmissioni che cercarono (e cercano) di imitare lo "stile di Damato".
Ma Mino Damato si spese anche molto per il sociale fondando "Bambini in Emergenza" una fondazione dedicata ai bambini abbandonati e malati di AIDS. Il mondo del giornalismo lo ricorda con affetto e una generazione che era bambina negli anni '80 lo ringrazia per avergli fatto imparare che il giornalismo innanzitutto è "lo stupore della scoperta".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: