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Renzi e il Milleproroghe più light: perché senza proroga blocco sfratti

Matteo Renzi aveva affermato che Milleproroghe varato dal suo governo è quello "più light della storia". Ed infatti per la prima volta da 8 anni non è stata inserita nel testo la proroga del blocco degli sfratti per i cittadini più deboli, quelli con redditi complessivi inferiori ai 29mila euro lordi e con la presenza in famiglia di anziani, minori, portatori di handicap gravi o malati terminali.

Matteo Renzi aveva ragione. Il Milleproroghe varato dal suo governo è davvero quello "più light della storia" come definito dallo stesso premier, ed infatti per la prima volta da 8 anni non è stata inserita nel testo la proroga del blocco degli sfratti per i cittadini più deboli. Il ministero delle Infrastrutture fa sapere che la proroga non è stata inserita perché nel decreto casa sono stati incrementi i fondi affitti e per morosità incolpevole. L'Unione inquilini osserva però che "la sospensione dell'esecuzione degli sfratti riguardava esclusivamente gli sfratti per finita locazione e interessava solo famiglie con redditi complessivi inferiori ai 29 mila euro lordi e presenza di anziani, minori, portatori di handicap gravi o malati terminali. - aggiungendo - Si tratta in tutto di alcune migliaia di nuclei familiari che pagano regolarmente l'affitto (per la morosità non vige alcuna sospensione) e rispetto ad alloggi per i quali il proprietario non ha avanzato alcuna richiesta di rilascio per necessità (causale per la quale, altresì, la proroga non vale)". L'Unione inquilini avverte quindi che "dal primo gennaio del prossimo anno, pertanto, potranno essere eseguiti anche gli sfratti per finita locazione ai danni di quei nuclei che, per condizioni economiche e situazioni familiari, non hanno alcuna possibilità di poter reperire un alloggio alternativo nel mercato privato e senza che i comuni, vista la carenza di abitazioni sociali a disposizione, abbiano la minima possibilità di intervenire".

Il Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari) chiarisce che circa 30.000 famiglie composte da anziani a basso reddito, malati terminali, famiglie con minori a carico sono infatti a rischio sfratto, denunciando la "latitanza" da anni "di una vera politica abitativa". "Come nel passato nessuna risposta alternativa alla strada è stata offerta a queste circa 30.000 famiglie e, nonostante questa precisa responsabilità, il Governo, ed in particolare il Ministro delle Infrastrutture, fà finta che il problema non esista" afferma il Sunia, ricordando: "Sono passati circa otto anni dall'emanazione della Legge 9/2007 che prevedeva la prima proroga per queste categorie e stanziava fondi per rispondere al problema. Quei fondi sono ancora in larga misura non spesi o destinati a rispondere alla domanda di acquisto anziché all'affitto a canoni sostenibili da queste famiglie". Il Sunia fa notare quindi che "nel frattempo la situazione si è ulteriormente aggravata, si è aggiunta l'esplosione degli sfratti per morosità accentuata sicuramente dalla crisi ma frutto dell'assenza totale di una strategia per affrontare il disagio abitativo" e sottolinea come "solo nell'ultimo anno il Ministero ha perso oltre 8 mesi di tempo per trovare i fondi stanziati dalla Decreto Legge 47 del 2014 inserendoli nella legge di stabilità con una imbarazzante rateizzazione fino al 2024!". Il Sunia conclude che la ulteriore proroga degli sfratti sarebbe stata "una questione di decenza" perché "non si può far cadere sulle spalle di questi cittadini l'incapacità di affrontare una situazione così grave e sicuramente prevedibile". Poiché invece il governo Renzi ci ha messo anche il "carico da novanta", l'Unione inquilini chiede ai gruppi parlamentari che in sede di conversione del decreto Milleproroghe "venga reinserita la sospensione degli sfratti per i nuclei con condizioni di disagio economico e familiare" mentre ai Prefetti si prega "di intervenire affinché, nelle more della conversione del decreto (fino a febbraio del 2015), non venga concessa la forza pubblica per eseguire i suddetti sfratti".

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